Neve insufficiente, il turismo finisce ko
“Smentite” le previsioni: pioggia e temperature alte, piste da sci chiuse al Cerreto. A Febbio aperto solo il camposcuola
COLLAGNA. «Siamo un po’ disperati. Finora non siamo riusciti ad aprire nemmeno un giorno». Non usa mezzi termini Marco Giannarelli, gestore, ma da quest’anno anche proprietario tramite la società Park Hotel, degli impianti di risalita di Cerreto Laghi.
«Sono caduti una decina di centimetri di neve in tutto – spiega Giannarelli – che non sono ovviamente sufficienti per poter aprire delle piste. Anche adesso (ieri pomeriggio, ndr) cade una neve mista acqua, e le temperature sono insufficienti anche per sparare la neve artificiale. E’ una situazione davvero sconfortante, soprattutto quest’anno che abbiamo perfezionato il passaggio di quote della Turismo Appennino divenendo non più solo gestori ma anche proprietari della stazione. Ad oggi non siamo riusciti ad aprire nemmeno una pista, nemmeno per un giorno».
E l’affluenza molto alta al Palaghiaccio non può certo sostituire l’attività degli impianti di risalita. Febbio si può consolare, ma non è una grande consolazione, con il fatto che il proprio Campo scuola, grazie a neve artificiale e agli ultimi centimetri naturali, è stato l’unico impianto aperto tra le provincie di Reggio, Parma e Piacenza. La neve caduta negli ultimi giorni - nonostante previsioni che sembravano promettere precipitazioni più abbondanti - si è limitata a pochi centimetri, che se da una parte hanno fatto sì che non si registrasse alcun problema di circolazione (gli spartineve non sono entrati in funzione né sulla Statale né sulle varie provinciali e comunali) dall’altra aggravano la situazione di profonda crisi delle stazioni: «Le festività – conclude Giannarelli – sono un periodo strategico, visto che tanta gente è in ferie, i bambini hanno le scuole chiuse e ci si può dedicare ad attività ricreative. Averle perse del tutto significa essersi giocati il 30 – 40% della stagione. E le previsioni per le prossime settimane ci dicono che fino a metà gennaio non dovrebbero arrivare nevicate sufficienti a consentirci di aprire».
Fino a domani, ad esempio sono previste precipitazioni più che altro a carattere piovoso anche sul crinale. In molti citano il detto tradizionale legato a Santa Bibiana: “Il tempo di Santa Bibiana dura quaranta dì e una settimana”. Santa Bibiana cade il 2 dicembre, giornata in cui era ancora in atto l’ondata di alta pressione che manteneva un clima e temperature ben più alte delle medie stagionali.
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