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Rifiuti, è guerra tra Parma e Reggio sui conferimenti a Ugozzolo

Rifiuti, è guerra tra Parma e Reggio sui conferimenti a Ugozzolo

Reggio potrà incenerire nell'impianto oltre Enza di Iren fino al 80% dell'indifferenziata. La città ducale chiude le porte ai rifiuti da fuori provincia

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REGGIO EMILIA  Nervi tesi e toni in crescendo tra Parma e Reggio Emilia in tema di rifiuti. Ad originare le frizioni tra le due città «cugine» è la cosiddetta delibera sui flussi che la giunta regionale potrebbe approvare già il prossimo 8 gennaio e sottoporre a breve all'assemblea legislativa.

Si tratta in pratica della mappa delle destinazioni di tutti i rifiuti indifferenziati in regione e dei relativi impianti in cui saranno smaltiti. E così, di fronte all'ipotesi che, già dal 2016, nell'inceneritore Iren di Ugozzolo finisca anche l'immondizia di Reggio (forse anche fino all'80% di indifferenziato) la città ducale alza subito le barricate.

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L'assessore all'ambiente Gabriele Folli ricorda infatti che «a Parma consiglio comunale (all'unanimità) ed assemblea dei sindaci della provincia si sono espressi chiaramente per il rispetto delle prescrizioni (a suo tempo stipulate con Iren per costruire l'impianto, ndr) che prevedono massimo 130.000 tonnellate e origine dei rifiuti dalla provincia di Parma». E anche Aldo caffagnini, ambientalista del comitato «Gcr» rincara la dose: «La befana, questa volta, porta carbone per tutti», dice. E ancora: «siamo consapevoli che i cittadini di Parma e provincia sono debitori nei confronti di Reggio Emilia, il cui inceneritore ha bruciato per molto tempo i loro rifiuti».

 

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