«Rifiuti, Iren non ha interesse a differenziare»
Sassi (M5S) contro il conferimento dell’immondizia reggiana a Parma: «Quando hanno chiuso Cavazzoli già sapevano...»
REGGIO EMILIA. I rifiuti stanno accendendo l’ennesima guerra di campanile sulla linea dell’Enza. Parma non ne vuole sapere di bruciare nell’inceneritore di Ugozzolo l’80% della raccolta indifferenziata della nostra provincia. Gli amministratori, i cittadini e le associazioni che li rappresentano si ribellano alla delibera sui flussi, che la Giunta regionale s’appresta ad approvare tra due giorni, disegnando la mappa dei luoghi in cui convogliare l’immondizia prodotta in Emilia Romagna.
E il reggiano Gianluca Sassi s’unisce alla levata di scudi in quanto consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, da sempre contrario ai termovalorizzatori. Dalla segreteria di Paola Gazzolo, assessore regionale alle politiche ambientali, viene una conferma.
«La giunta regionale è convocata per venerdì 8 alle ore 14, con all’ordine del giorno il piano dei rifiuti». Spetta alla Regione, insomma, scaricare la patata bollente, superando con una norma transitoria la vecchia normativa, che assegnava alle province la facoltà di deliberare su questa materia.
«La Giunta - riferisce Sassi - ha ereditato il piano dalla precedente legislatura, ma non è riuscita a vararlo entro il 2015. Venerdì accoglierà o meno le proposte di modifica formulate dai portatori di interessi. Poi se ne discuterà nella Commissione ambiente di cui faccio parte. Infine il piano verrà approvato dall’assemblea legislativa, entro la fine di gennaio».
Parma, quindi, sta combattendo con armi spuntate. Lo stesso sindaco grillino Federico Pizzarotti, pur essendo stato eletto con un programma di rigetto dell’inceneritore, aveva dovuto sottostare alla delibera ad esso favorevole che la vecchia amministrazione provinciale aveva assunto nel 2008. Ora cerca di limitare la quantità del fumo che esce continuamente dal camino di Ugozzolo.
«A Parma - tuona l'assessore comunale all'Ambiente Gabriele Folli - il consiglio comunale all’unanimità e l’assemblea dei sindaci della provincia si sono espressi chiaramente per il rispetto delle prescrizioni (a suo tempo stipulate con Iren per costruire l’impianto) che prevedono un massimo di 130mila tonnellate di rifiuti provenienti dalla provincia di Parma». Eppure, secondo Sassi, si poteva prevedere subito che il termovalorizzatore avrebbe bruciato anche il “rusco” reggiano.
«Quando dicevo - scrive il consigliere pentastellato - che a Reggio hanno spento l’inceneritore perchè tanto avrebbero usato quello di Parma, mi sono sentito dare del complottista. Adesso il complotto è servito. La nostra provincia non ha spinto fino in fondo la raccolta differenziata. Quindi, dopo la chiusura di Cavazzoli ormai obsoleto, era inevitabile che il nostro indifferenziato finisse a Ugozzolo».
L’operazione, a suo parere, conviene ad Iren: «L’azienda non ha interesse a sviluppare la differenziata. Anzi, chiede di aumentare fino a 195mila tonnellate la capacità dell'inceneritore e di convertirlo a un impianto Ri per la produzione di energia, in modo da bruciare rifiuti provenienti da ogni dove, trasformati in combustibile solido secondario».
A Parma si mobilita l'associazione Gcr (Gestione corretta dei rifiuti e delle risorse). Il presidente Aldo Caffagnini: «Siamo consapevoli che Parma e provincia sono debitori nei confronti di Reggio, il cui inceneritore ha bruciato per molto tempo i loro rifiuti. Tuttavia si dovrebbe avere capito ormai che l'alternativa all'incenerimento è percorribile e auspicabile, per il bene della collettività tutta, attuale e futura».
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