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Beffa per i lavoratori Coopsette: ora il Fisco si rifarà su di loro

Beffa per i lavoratori Coopsette: ora il Fisco si rifarà su di loro

La cooperativa non ha versato l’Irpef. In 509 tra addetti ed ex vantano crediti per 18 milioni: «Effetti catastrofici. Dovete aiutarci»

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CASTELNOVO SOTTO. I risparmi di una vita rischiano di sfumare, Equitalia potrebbe bussare alla loro porta e l’unica certezza - per ora - è il licenziamento nel giro di 11 mesi. È la deriva che sta portando al largo i soci lavoratori di Coopsette rispetto a un approdo sicuro.

Dopo i crac della Cmr Reggiolo, della Orion Cavriago, della Cormo di San Martino (a cui se ne aggiungo altri fuori provincia) il disastro annunciato targato Coopsette è una realtà conclamata, che necessità di una delle più grandi opere di ristrutturazione economico-industriale che l’Emilia ha mai dovuto affronta nella storia cooperativa.

La legge è purtroppo chiarissima: dal primo dicembre del 2016 tutti i 509 lavoratori della Coopsette di Castelnovo Sotto saranno licenziati. A partire da quella data scade infatti la cassa integrazione straordinaria concessa dal ministero, che per le procedure di liquidazione coatta può valere per un massimo di 12 mesi.

Un termine ferale, già conosciuto ma in vista del quale il comitato dei lavoratori da poco costituitosi lancia un grido verso le istituzioni per trovare un’adeguata ricollocazione in vista del licenziamento collettivo. «Inizia il conto alla rovescia per tutti i dipendenti che dovranno trovare in tempi rapidi una ricollocazione professionale - scrivono - Questo atto conclusivo arriva dopo 3 anni di grande difficoltà economica per i lavoratori».

Il problema è ben più profondo e ostico. In questi anni i dipendenti hanno stretto i denti, accettando di percepire stipendi ridotti dal contratto di solidarietà e di attendere - ormai invano - i pagamenti di alcune mensilità di retribuzioni, rimborsi spese, contributi Tfr e fondi pensione. Fatti i conti, ci sono in ballo quasi 20 milioni di euro di crediti vantati da lavoratori o ex addetti: 10 milioni di prestito sociale congelato e ben 8 milioni di arretrati tout court.

La situazione è tesa anche perché i mancati versamenti dell'Irpef da parte di Coopsette potrebbero giungere a un paradosso. Non è escluso, infatti, che L’Agenzia delle entrate possa rifarsi sui lavoratori stessi, chiamati dal fisco a rispondere in prima persona per versare di nuovo gli importi fiscali che erano già stati trattenuti dalle loro buste paga ma non realmente versati da parte dell'azienda.

«Ogni addetto vanta in media crediti per diverse migliaia di euro» avverte il comitato, conscio che il rimborso avverrà nelle more della liquidazione coatta amministrativa della coop edile, e quindi con tempi lunghissimi e con aggravi burocratici.

«Se tutte le trattative di cessioni dei rami d'azienda avranno esito positivo, circa la metà dei lavoratori potrebbe continuare la propria attività lavorativa in capo a nuove realtà imprenditoriali» sottolineano i lavoratori, che chiedono rassicurazioni «sull’affidabilità dei potenziali acquirenti e della credibilità dei loro progetti industriali di rilancio».

Per tutti gli altri lavoratori viene chiesto «alle istituzioni l'attivazione urgente di una unità di crisi per mettere a punto un piano straordinario di maxi ricollocamento», da affiancare al tavolo di lavoro con Legacoop «per promuovere forme di solidarietà occupazionale» con altre coop. I pensieri vanno a quelle sane: Coop 2.0, Cir food, Coopservice, Cantine Riunite etc. Perché «se non si troveranno rapide ed inedite soluzioni alla crisi Coopsette, gli effetti sul territorio saranno catastrofici a livello economico e sociale».

Basti considerare che 446 lavoratori erano impiegati nelle quattro sedi aziendali in territorio reggiano, molti dei quali risiedono nei Comuni di Castelnovo di Sotto, Campegine, Poviglio e Sant'Ilario d'Enza». (e.l.t.)

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