Consorzio di Bonifica sempre più vicino il ritorno alle urne
Pronto un ricorso al Tar dopo le elezioni di dicembre Sotto osservazione le oltre 1.500 deleghe “sospette”
REGGIO EMILIA. Il “finale” più probabile è che si tornerà al voto per eleggere il consiglio del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale. L’ultima tornata elettorale di dicembre si era chiusa con l’affermazione della lista “Bonifica e Suolo” guidata dal veterinario Ugo Franceschini (sostenuta da Coldiretti e Lapam), sulla lista “TerrAcqua” guidata dall’ex assessore provinciale all’Agricoltura Roberta Rivi (sostenuta da Cia, Confagricoltura, Cna, Confcommercio, Confesercenti e altre categorie). Se non basterà l’esito del riesame amministrativo interno in corso in questi giorni (e che dovrà concludersi entro il 12 gennaio) è già pronto un ricorso al Tar (da presentare entro 60 giorni dalle elezioni) e senza escludere altre opzioni in sede civile e penale. Lo scontro tra le due liste per l’elezione dei vertici dell’ente di bonifica, da cui dipende anche il controllo dell’Anbi (l’associazione regionale che raggruppa i consorzi di bonifica), è tutt’altro che conclusa e nel caso siano confermate delle irregolarità, è possibile l’arrivo di un commissario regionale per guidare l’ente nei prossimi mesi. Intanto la verifica amministrativa interna è già iniziata e in attesa dei risultati il presidente della Cia, nonché anima della lista “Terra e acqua” Antenore Cervi, commenta: «Ribadisco che una verifica sulla regolarità del voto era opportuna e visto i tempi lunghi significa che l’esame è approfondito e che qualche problema potrebbe essere emerso. Noi siamo presenti con il direttore di Confagricoltura Roberto Iotti e confermo che per noi la regolarità del voto è la condizione assolutamente necessaria rispetto all’esito stesso delle elezioni». Una regolarità che per gli sconfitti non c’è mai stata tanto che la stessa macchina organizzativa elettorale messa punto dalla Bonifica è finita sotto accusa. A essere contestato è stato soprattutto l’uso delle deleghe che sono state oltre 1.500 sul totale dei votanti. Un sistema contestato da subito dalla lista guidata da Roberta Rivi, a cui si aggiunge il rilievo per il mancato controllo sulle liste degli aventi diritti al voto e nelle quali pare fossero presenti addirittura nomi di persone decedute. Un insieme di carenze, compresa quella di alcuni seggi non fruibili per i portatori di handicap, che hanno indotto quattro consorziati a rivolgersi all’avvocato Paolo Coli pretendendo un riesame amministrativo interno delle schede. Basterebbe un centinaio di voti dichiarati nulli per ribaltare il risultato, sostengono gli esponenti della lista “TerrAcqua”. In teoria ne basterebbero anche meno se non fosse che il sistema elettorale in vigore è assai complicato. «Nella fascia tre - conclude Antenore Cervi - quella che comprende i contribuenti che vanno da 360 a 1.800 euro, la differenza è di soli 37 voti. Se in quella fascia il risultato cambiasse, i consiglieri passerebbero da 13 a 10 come sono ora a 14 a 9 a nostro favore». In attesa che lo scenario si chiarisca sono anche caduti nel vuoto i contatti tra i rappresentanti delle due liste e la proposta fatta a Roberta Rivi di accettare la nomina alla vice presidenza del Consorzio.
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