Crisi Corghi, il caso in Parlamento
Spadoni (M5s): «Azienda sana, la delocalizzazione è inammissibile»
REGGIO EMILIA. «Servono provvedimenti urgenti per far fronte al drammatico caso di delocalizzazione e dei continui licenziamenti che avvengono su tutto il suolo nazionale da parte delle aziende italiane: sono troppe le imprese italiane che, per essere concorrenziali, seguono strategie di trasferimento all’estero delle fasi del processo produttivo». A parlare è la parlamentare reggiana dei 5 Stelle, Maria Edera Spadoni, che interviene sulla crisi ancora in atto nella nostra provincia. Come nel caso della Corghi di Correggio: l’azienda ha annunciato un calo di produzione nel 2016 e ha minacciato la delocalizzazione di alcuni reparti in Croazia. «A fine novembre l'azienda infatti ha dichiarato - aggiunge il consigliere comunale del Movimento a Correggio, Mauro Pernarella- di avere un calo di ordinativi sul 2016 e non potendo utilizzare alcun ammortizzatore sociale ha aperto una procedura di mobilità per 54 licenziamenti. Siamo d’accordo con la Fim-Cisl quando afferma che la Corghi è un'azienda che chiuderà quest'anno con un fatturato record e che quindi deve sentire ancor più sua l'esigenza di agire fino in fondo la propria responsabilità sociale d'impresa nei confronti di tutti i lavoratori ed in particolare di quelli con ridotta capacità lavorativa». Spadoni porterà il caso in Parlamento con un’interrogazione: «E’ inammissibile che si debbano licenziare dei lavoratori solamente in base ad un’ipotesi di un calo di produzione per l’anno 2016: questa scelta non è dettata da comprovate difficoltà produttive, di mercato e di bilancio ma sembra piuttosto rispondere a logiche di profitto».
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