«I nuovi taxi dimezzano i nostri stipendi»
Fabrizio Bigi di Unitaxi: «Disponibili ad aumentare le licenze, ma solo se spalmate su più anni»
REGGIO EMILIA. «Trenta nuove licenze? Siamo d’accordo, ma se spalmate su più anni. Emetterle tutte insieme rappresenterebbe una penalizzazione anche per tutti, soprattutto per quei taxisti freschi di nuova licenza». Mostra una cauta disponibilità Fabrizio Bigi, ex presidente del Consorzio dei taxisti reggiani e rappresentante Unitaxi, all’annuncio del Comune di voler anticipare i tempi di rilascio di nuove licenze per i taxisti, fino a trenta nuovi permessi in città. Una misura che verrà presa attraverso una delibera del consiglio Comunale, ma solo dopo la riunione della commissione taxi prevista a fine mese, alla quale parteciperanno i rappresentanti delle associazioni di categoria. Con trenta nuove licenze, il numero di taxi presente in città di fatto raddoppierebbe, passando dagli attuali 36 a quota 66. Ed è per questo motivo che da Unitaxi, seppur favorevoli a nuovi rilasci, auspicano tuttavia che questo cambiamento avvenga gradualmente: «Siamo d’accordo sul fatto che servano più licenze. Ma dovranno essere spalmate nel tempo, in più anni. Altrimenti è come se in un ambiente di lavoro dimezzassero di colpo gli stipendi a tutti. Bisogna prima verificare gradualmente come cambierebbe il servizio di ciascuno di noi».
Bigi spera che con l’estensione del parco mezzi ci sia un miglioramento del servizio, auspicato anche e soprattutto dagli utenti, spesso rimasti a piedi per carenza di vetture. Come avvenuto spesso alla Mediopadana, da tempo indicata come uno dei luoghi più sprovvisti: «Con più licenze dovremo ritarare i nostri turni di lavoro».
Quanto alla richiesta di monitoraggio del gps, che sarebbe controllato dall’Agenzia della Mobilità, da Unitaxi fanno sapere che «a Reggio non ci saranno le proteste che ci sono state in altre città».
Secondo Bigi, infatti, il monitoraggio dei sistemi satellitari presenti sulle vetture «potrebbe essere persino utile per fare vedere come lavoriamo e dove lavoriamo».
Un provvedimento richiesto dal Comune anche per dare una mano ai taxisti sul versante sicurezza. «Intervenire sulla sicurezza è sicuramente una bella cosa – conclude Bigi – ma non credo che il monitoraggio del gps possa essere di aiuto più tanto su questo problema». (e.spa.)
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