Gazzetta di Reggio

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La “sporta alimentare” dei frati cappuccini solo se presenti l’Isee

di Serena Arbizzi
La “sporta alimentare” dei frati cappuccini solo se presenti l’Isee

San Martino, una ventina di famiglie aiutate ogni settimana. Padre Adriano: «Così sfamiamo chi è realmente affamato»

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SAN MARTINO IN RIO. Distribuzione di diverse sporte alimentari a famiglie in difficoltà, mercatino che vende a prezzi stracciati oggetti e vestiti in buono stato per andare incontro a chi non si può permettere di acquistarli in negozio. E, ancora, attività per contrastare la crisi delle vocazioni tra i più giovani, un fenomeno che sta interessando tutto il mondo religioso, ma anche aperitivi ispirati a San Francesco. Questo e tanto altro sono il convento e la chiesa dei Frati Cappuccini di via Rubiera.

A prenderci per mano in questa visita al convento è il padre coordinatore, definito “guardiano”, per usare il lessico francescano, Fra’ Adriano Parenti.

In tutto il convento ospita nove frati: San Martino in Rio si è arricchita di personale religioso dopo il loro ritiro da altri centri in regione, tra i quali Piacenza, Pavullo, Ravenna e due presidi di Sassuolo.

«Da decenni questa è la sede sia del convento, sia del centro missionario – esordisce Fra’ Adriano – le attività a sostegno della comunità non solo sammartinese sono diverse. Tra queste, almeno una ventina di famiglie, con cadenza settimanale, viene qui e riceve aiuti soprattutto in termini di sporte alimentari. Le famiglie non arrivano solo dal paese. Ci sono in ugual misura famiglie italiane, così come Sinti e immigrati: il requisito che richiediamo è l’Isee per essere certi di “sfamare realmente gli affamati”. Per aiutarci a soddisfare quest’esigenza le persone possono collaborare donando alimenti: abbiamo deciso di offrire le sporte dopo aver constatato che mettere a disposizione denaro è più brigoso. Svolgiamo, naturalmente, anche attività di tipo liturgico: questa è una delle 18 chiese nominate “di Riconciliazione” dal vescovo. Ciò, tra l’altro, implica una più ampia e assidua disponibilità alle confessioni». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12731116:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12731116:1649479727/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Una parte consistente delle attività del convento sono legate al centro missionario. «Tra queste c’è il mercatino del riuso – continua Fra’ Adriano – aperto tutte le mattine dal martedì al sabato, dalle 8.30 alle 12 e il sabato pomeriggio dalle 15 alle 18. Le persone possono portare qui materiali da vendere, o li possiamo andare a ritirare noi a domicilio. Per acquistare, si recano nello spazio appositamente allestito presso il convento, diverse persone provenienti da San Martino, Carpi e Correggio, ad esempio. A tutte queste iniziative se ne aggiungono altre di carattere formativo. Come la scuola di preghiera con incontri una volta al mese, o il percorso per fidanzati, proposto per il 19.mo anno».

«Per quanto riguarda poi la crisi delle vocazioni – prosegue Fra’ Adriano – occorre reagire con la volontà di riscoprire la vita, in generale. È una crisi molto ampia, quella in atto. Da noi è partito il gruppo GiFra (Giovani Francescani), rivolto ai giovani fra i 18 e i 26/27 anni, che devono porre le basi per scelte fondamentali di vita». Addentrandosi, poi, tra i locali del convento, si notano alcuni avvisi, declinati in stile francescano, che esortano ad astenersi dal rubare.

Questo perché nemmeno qui i ladri hanno la decenza di astenersi dal commettere reati predatori. Recentemente sono state infatti rubate due borsette ed è stata messa in atto una spaccata nonostante i frati mettano a disposizione il necessario a tutti coloro che si rivolgono al convento.

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