Le telecamere intelligenti in funzione a metà mese
Montecchio: il nuovo impianto di videosorveglianza ha superato il collaudo Sorveglierà i punti di transito dell’Unione Val d’Enza, compreso il casello dell’A1
MONTECCHIO. Hanno superato il collaudo ed entreranno in funzione entro la metà del mese le telecamere intelligenti installate su tutto il territorio dell’Unione Val d’Enza per sorvegliare i Comuni bersagliati da ladri e malviventi. Con questo sistema non solo saranno monitorate le zone più pericolose o logisticamente rilevanti dell’Unione, ma saranno anche registrati dati utili per le indagini delle forze dell’ordine e per i controlli stradali di routine. Essendo in grado di leggere la targa delle auto, infatti, le telecamere permetteranno di verificare se i veicoli in entrata e uscita dal perimetro dell’Unione sono rubate, prive di assicurazione, di revisione o in stato di fermo fiscale. Grazie alla nuova rete di telecamere intelligenti, inoltre, potrà essere analizzato il traffico che attraversa i Comuni della Val d’Enza, con importanti conseguenze sulla viabilità. «L’installazione delle telecamere intelligenti – commenta Cristina Caggiati, comandante della polizia municipale della Val d’Enza – è stata fortemente caldeggiata da tutte le forze dell’ordine. Con questo sistema, infatti, i dati registrati saranno immediatamente trasmessi alla centrale operativa della polizia municipale con conseguente risparmio di tempo sui controlli e le indagini. Non bisogna avere aspettative eccessive e pensare che basteranno queste telecamere ad allontanare i malviventi dal territorio, ma comunque fungeranno da deterrente e, soprattutto, saranno utilissime in sede di indagine. Abbiamo anche già pensato di rendere più efficiente il sistema mettendolo in rete con quello degli altri Comuni vicini». Le telecamere sono state installate a Bibbiano (in località Ghiardo), a Campegine (in via Kennedy e all’uscita del casello dell’A1), a Cavriago (in via della Repubblica), a Gattatico (a Ponte Enza), a Montecchio (sulla provinciale 28 di Ponte sull’Enza), a Sant’Ilario (a Calerno) e a San Polo (ponte sull’Enza). L’intero sistema di videosorveglianza è costato 110 mila euro.
Ogni Comune ha pagato la propria videocamera. Quella installata all’uscita del casello autostradale è stata ripartita tra tutti gli enti dell’Unione. A conti fatti, dunque, Canossa ha pagato 1.720 euro, mentre Bibbiano, Campegine, Cavriago, Gattatico, Montecchio, Sant’Ilario e San Polo hanno versato ognuno 15.470 euro. La speranza di tutti – cittadini in primis – è che questo sistema di videosorveglianza “intelligente” serva a far cessare, o quantomeno a contenere, l’ondata di microcriminalità che ha invaso il territorio della Val d’Enza e non dà segno di volersi ritirare.
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