«Situazione drammatica per l’assenza della neve»
Collagna: la Federfuni lancia l’allarme per gli operatori turistici e per l’indotto «Chiediamo aiuti per tenere in vita le società che gestiscono le stazioni sciistiche»
COLLAGNA. «L’iter per la richiesta di calamità naturale sta andando avanti, e credo che tutti ormai si stiano rendendo conto che la situazione è drammatica per l’intero comprensorio e per tutto l’indotto che vi ruota attorno. Primi segnali di attenzione ci sono arrivati da parte di molti parlamentari». Così il presidente nazionale di Federfuni, Andrea Formento. Federfuni – associazione che riunisce gli operatori degli impianti di risalita, dalle Alpi agli Appennini – spiega la situazione attuale: «Abbiamo poche stazioni aperte sulle Alpi, ma una percentuale minima è riuscita a predisporre qualche pista con la neve artificiale. Su tutto l’Appennino il panorama è ancora peggiore. Gli ultimi giorni aspettavamo una nevicata che potesse in parte risollevare questa situazione, ma poi non è arrivata. Questo non colpisce solo i proprietari e i gestori di impianti, ma tutti i dipendenti stagionali, bar, ristoranti, noleggi di materiali e tutto il grande indotto che ruota attorno all’attività sciistica».
Federfuni non si è comunque limitata a richiedere a livello nazionale lo stato di calamità (con le sezioni regionali di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana come capofila), ma ha anche avanzato alcune proposte concrete. «Abbiamo proposto – prosegue Formento – iniziative che vadano a supporto dell’intera filiera economica, anche per cercare di sostenere la sopravvivenza delle società che operano nella gestione delle stazioni sciistiche. Tra queste: la sospensione per 12 mesi dei versamenti contributivi con successiva rateizzazione senza interessi né costi aggiuntivi, in 60 mesi, che sia valida anche per le aziende operanti nel settore commerciale e turistico delle zone in cui venga dichiarata la calamità; l’apertura di un tavolo tecnico con la Cassa depositi e prestiti per l’attivazione di un fondo da destinare alle Regioni a statuto ordinario per la rimodulazione in 20 anni dei mutui o leasing contratti dalle aziende del settore funiviario e turistico commerciale; un finanziamento da 50 milioni di euro in tre anni, attraverso tre differenti emendamenti già presentati in Parlamento, sia per l’effettuazione delle revisioni speciali e generali degli impianti compresa l’eventuale sostituzione delle funi; la sospensione per 2 anni dei canoni di locazione dei terreni per piste e impianti posti su aree demaniali; la sospensione dei pagamenti di imposte e tasse comunali con successiva rateizzazione in 5 anni». Altre proposte riguardano i dipendenti delle stazioni, ma si chiede anche di incentivare la promozione delle attività sciistiche nelle scuole e agevolazioni per la promozione degli sport invernali e le vacanze in montagna.
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