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«Bene l’area vasta tra Correggio e Carpi»

«Bene l’area vasta tra Correggio e Carpi»

Il consigliere del centrodestra Gianluca Nicolini è d’accordo: «Spostare l’asse dalla via Emilia all’A22»

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CORREGGIO. La riflessione dei sindaci dell’Unione delle Terre d’Argine (il super Comune modenese che riunisce Carpi, Campogalliano, Novi e Soliera) sulla creazione di un’area vasta che includa i Comuni delle province di Modena e Reggio, che hanno molte caratteristiche affini, ha scatenato diverse reazioni. Il primo cittadino di Carpi, Alberto Bellelli, è stato subissato di chiamate da parte di diversi sindaci di Comuni reggiani confinanti con il territorio modenese che sono d’accordo con quest’idea.

E c’è chi già da tempo propone l’area vasta tra Modena e Reggio, come il capogruppo di Centrodestra per Correggio Forza Italia, Gianluca Nicolini.

«E’ con vivo apprezzamento che accolgo l’invito formulato dai sindaci dell’Unione Terre d’Argine modenesi a lavorare per la nascita di un nuovo comprensorio “d’area vasta” che si sviluppi i comprensori di Carpi e Correggio unendo amministrativamente il nostro territorio percorso dal cavo Tresinaro – commenta Nicolini - Da anni il centro destra correggese, propone il superamento delle divisioni provinciali, imposte ai nostri territori dai francesi durante la Repubblica Cispadana, dividendo la pianura padana al disotto del Po seguendo il corso dei suoi affluenti appenninici, separando territori da sempre affini e favorendo le città poste sulla via Emilia controllate dai governi rivoluzionari».

«È interesse del distretto di Correggio, come di quello carpigiano – prosegue Nicolini – spostare definitivamente l’asse di sviluppo sulla direttrice del Brennero, porta verso il centro Europa e la Germania rispetto alle politiche interprovinciali sostenute in questi decenni dalle nostre attuali amministrazioni provinciali che hanno, invece, sempre favorito l’asse via Emilia. Basti pensare al mancato potenziamento della provinciale tra Carpi e Correggio in territorio “modenese”, nevralgico accesso al casello dell’A22 o alla mancata pianificazione di servizi interterritoriali quali, scali commerciali, ospedali e scuole».

«Ben venga pertanto – con tinua l’esponente del centrodestra correggese – questo atteso dialogo fra questi i nostri territori che condividono tanto anche sul piano industriale (tessile, plastico e meccanico) oltre a quello agro-alimentare (dalle produzioni viticole proprie come il Salamino di Santa Croce e la Lancellotta di Correggio all’allevamento e alla filiera di trasformazione). Il superamento delle strette logiche provinciali è l’occasione per i nostri territorio di superare “l’irrilevanza amministrativa” che ci ha puntualmente penalizzato nelle scelte d’ambito inserite nei PTC provinciali di questi ultimi decenni – conclude Nicolini – sviluppando una solida interrelazione amministrativa e strutturale fra i comuni dei territori delle ormai defunte province di Reggio e Modena» . (s.a.)

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