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Bimbo nasce senza gambe, ecco le accuse all’ospedale

Bimbo nasce senza gambe, ecco le accuse all’ospedale

Al nosocomio di Parma nessuno aveva comunicato la malformazione di Bryan alla madre. Gli esami erano risultati normali

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SCANDIANO. Nato senza gambe, senza che gli esami avessero mai fatto sospettare qualcosa. E subito sottratto ai genitori, per nascondere loro la mutilazione in un momento di grande fragilità.

Non è davvero iniziata nel migliore dei modi l’esistenza di Bryan, un bimbo partorito nella notte di Natale all’ospedale di Parma da mamma Monica, originaria di Scandiano ma da anni residente nel parmense assieme al compagno Hektor, con cui ha già avuto un altro figlio, che ora ha sette anni.

Al momento del parto i medici si sono accorti che il neonato era privo degli arti inferiori, ed è stata una sorpresa – tremenda – per tutti. Nessun esame, nessuna valutazione nei mesi precedenti accennava né alla mutilazione e neppure a un rischio in questo senso.

I sanitari, vedendo il bimbo, lo hanno subito avvolto in un lenzuolino e lo hanno portato in un’altra stanza, togliendo dagli occhi di Monica e Hektor, che per alcune ore sono rimasti all’oscuro di cosa fosse successo sino alla notizia della malformazione. E anche per loro la mazzata è arrivata dal nulla, perché – come tutte le coppie in attesa di un figlio – hanno seguito un lungo percorso di esami e analisi senza che venisse detto loro alcunché. In un’ecografia di novembre, che attestava le condizioni normali del feto, venivano anche indicate le dimensioni dei femori. A tutt’ora, dopo che Monica e Bryan sono stati dimessi, non hanno ricevuto alcuna risposta ufficiale. E per questo hanno deciso di muoversi per via legale, affidandosi agli avvocati Silvia Gamberoni e Alessandro Falzoni.

«Vogliamo chiarezza e stiamo iniziando a muoverci, abbiamo iniziato a mandare i primi avvisi di messa in mora e le lettere di diffida, in nessun esame nei nove mesi precedenti si è mai parlato della possibilità di una malformazione agli arti inferiori, i medici in sala parto, quando se ne sono accorti, hanno coperto il bimbo» – racconta l’avvocato Gamberoni. Le parti chiamate in causa sono diverse. Il medico che ha seguito Monica durante la gravidanza, l’Ausl di Parma e l’ospedale cittadino oltre alla Casa della Salute parmigiana dove la neo-mamma ha fatto diversi esami senza mai che nessuno segnalasse anche solo la possibilità di un problema del genere. Ora la famiglia vuole andare avanti sino a capire cosa sia successo, e come sia stato possibile arrivare a una situazione simile.

«Madre e figlio sono stati dimessi, sono a casa da giorni e i genitori ancora non hanno avuto una sola comunicazione, nessuno ha detto loro nulla su cosa sia accaduto e soprattutto su come sia possibile che il bimbo sia nato con la malformazione senza che nessuno si sia accorto di niente», conclude l’avvocato Gamberoni. (adr.ar.)

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