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Il Paradiso di Dante raccontato dal pittore Enrico Ganassi

di Paolo Ruini
Il Paradiso di Dante raccontato dal pittore Enrico Ganassi

Dopo le opere sull’Inferno già esposte a Firenze e in rocca sabato a Verona viene aperta l’esposizione con le nuove tele

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SCANDIANO. Dall’Inferno al Paradiso. Dopo tre anni duro lavoro il pittore scandianese Enrico Ganassi ha realizzato ben 23 tele dedicate al Paradiso della “Divina Commedia” di Dante Alighieri. Le opere verranno esposte in anteprima a Verona dal 9 al 24 gennaio nel palazzo della Gran Guardia con il patrocinio del Comune di Verona e il contributo di Elettrica 80 e Bema di Viano.

Dopo aver realizzato l’Inferno, che è stato esposto per la prima volta a Firenze nel marzo 2014 e poi in rocca a Scandiano, è ora la volta del Paradiso. Perché negli ultimi dieci anni ha voluto continuare sul tema della Divina Commedia di Dante?

«Dopo aver rappresentato tanta disperazione nelle tele dell’Inferno – risponde Ganassi – ho pensato di dipingere qualcosa che vada oltre la sofferenza e il disagio e che dia una forma di speranza che sono rappresentate nelle tele dedicate al Paradiso. Non avrebbe senso la nostra vita se fosse solo male e disperazione se non ci fosse qualcosa in cui credere, e nelle tele del Paradiso è rappresentato questo concetto dove alla fine il bene prevale sul male ed esiste la premiazione di nostro Signore».

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Perché a Verona la prima di questo ciclo di opere?

«Nel 2016 ricorrono i settecento anni della stesura del “Paradiso” di Dante che avvenne proprio a Verona quando Dante era in esilio, abbandonato da tutti, e solo CanGrande della Scala ebbe il coraggio di ospitarlo alla sua corte. Per questo la mostra è chiamata “Settimo Paradiso” e per ironia della sorte io abito al numero 7».

L’Inferno è stato messo in mostra a Firenze e poi solo a Scandiano nella Rocca nei mesi passati. Sarà possibile visitare al mostra del Paradiso a breve anche a Scandiano, anche se, secondo alcuni, queste mostre potrebbero avere una “location” più importante della cittadina del Boiardo?

«Tanto per iniziare, Scandiano è il mio paese e sono fiero di esporvi. Poi la mostra in Rocca, pur non avendo fatto una grande pubblicità, è stata prorogata di 15 giorni per l’alto numero di persone che sono venute a visitarla. Ogni mostra richiede molta cura e impegno e ora siamo concentrati per fare il meglio a Verona visto che ci è stato dato il Palazzo della Gran guardia che è fra i più importanti nella città».

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Nel Paradiso vi sono nuove tecniche di pittura come l’utilizzo in grande quantità del “bianco puro”, che dona degli effetti particolari alle tele. Vi sono state delle difficoltà nella realizzazione?

«Sinceramente ho avuto paura di non riuscire più a dipingere con questo tipo di colore perché nonostante utilizzassi gli occhiali da sole dopo ore di lavoro il mio cervello non riusciva più a riconoscere tutta la scala dei colori».

Che effetto faceva?

«Per dare un esempio: un giorno mi sono visto il braccio completamente viola con le vene che sembravano gonfie. Mi sono fermato e ho avuto paura che mi si fosse bloccata la circolazione visto che erano ore che stavo dipingendo. Ho chiesto subito il parere a mio fratello che è dottore e dopo che mi ha visitato e controllato mi ha spiegato che è stata una reazione della mente che quando viene troppo sollecitata da un tipo di tinta particolarmente forte può farti vedere un altro tipo di colore».

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A quel punto che cosa ha deciso di fare?

«Turni più corti e altre tecniche e in questo modo ho concluso un opera a cui tengo molto perché rappresenta la speranza in un mondo migliore».

Il “Settimo Paradiso" verrà inaugurata sabato 9 gennaio, a Verona, nel Palazzo della Gran Guardia, alle ore 16. I lavori, esposti per la prima volta, sono raccolti integralmente in un catalogo dallo stesso titolo della mostra, con un testo introduttivo di Philippe Daverio.

La mostra è visitabile ad ingresso gratuito dal 9 al 24 gennaio dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 20.30.

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