La Popolare di Milano lascia il centro storico di Reggio Emilia
La filiale reggiana rivede i costi e se ne va dallo stabile in piazza Prampolini per un sede in via Gorizia
REGGIO EMILIA. Piazza Prampolini perde un presidio, quello della Banca Popolare di Milano, che nello stabile di proprietà della famiglia Maramotti contava l’unica filiale a Reggio Emilia. Il bancomat è stato chiuso così come la porta a bussola, sulla quale campeggia il cartello con il quale la Bpm annuncia il trasferimento della filiale e dei suoi sei impiegati all’inizio di via Gorizia, subito dopo il ponte sul Crostolo.
Si tratta di una scelta oculata, effettuata sulla base di un’esigenza precisa, l’efficenza anche sul fronte dei costi, che ha portato la Bpm a occupare ora gli spazi in prima periferia, dove c’era un’altra banca, il Monte Paschi di Siena, che aveva chiuso la filiale lasciando vuota la grande vetrina.
Resta da capire se all’orizzonte esiste già un piano per colmare il vuoto lasciato in piazza Prampolini. L’unica cosa certa è che le banche popolari si devono “fare belle” in vista dello storico processo di trasformazione che le porterà ad essere da cooperative a spa. Una rivoluzione, che ha dato vita a piani di revisione nell’organizzazione e nell’espansione. A fine anno c’è stata un’altra inaugurazione di peso, quella della nuova filiale della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna in via Matteotti a Reggio.
Un progetto innovativo, giunto dopo mesi di lavori per ristrutturare il presidio reggiano (tra i 1.200 totali del gruppo), dove lavorano 23 impiegati. In realtà, però, Bper ha chiuso al contempo un’altra filiale in centro città, quella situata in piazza Roversi, altra vetrina vuota lasciato ora a disposizione di eventuali subentri. In tutto Bper conta 11 filiali solo nella città di Reggio Emilia, che diventano 20 se si allarga il perimetro al resto della provincia. (e.l.t.)
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