«Mia madre ci picchiava»: i figli parlano al processo
La 47enne è accusata di maltrattamenti in famiglia ma lei nega tutto: nell racconto dei tre ragazzi, anni di abusi anche psicologici subiti in silenzio
REGGIO EMILIA. Ha raccontato delle parole d’odio della madre, del suo disprezzo, delle continue accuse e delle aggressioni fisiche. «Mi aveva in antipatia perchè stavo con mio padre» ha detto. Parole sofferte quelle di un ragazzo, oggi 19enne, che ieri ha dovuto testimoniare contro la donna che lo ha messo al mondo, accusata di maltrattanti in famiglia.
E’ entrato nel vivo il processo, davanti al giudice Andrea Rat, che vede una donna alla sbarra per episodio violenti compiuti dietro le mura domestiche. Soprusi veri e proprio, secondo l’accusa, andati avanti dal 2008 al 2010, fino a che tutto è venuto alla luce, con l’intervento dei carabinieri di fronte all’ennesimo scontro domestico.
La donna, 47 anni, difesa dall’avvocato Manlio Marceddu, respinge le accuse. Dice che ama i suoi figli e dà la colpa a dissidi avuti con l’ex marito, alla contesa per la casa coniugale. Quello che tre dei suoi cinque figli - costituitisi col padre parte civile rappresentati dall’avvocatessa Carmen Pisanello – hanno raccontato davanti al giudice, però, è diverso. Il piccolo, che all’epoca dei fatti non aveva neanche dieci anni, ha spiegato che sua madre aveva per lui una gelosia tale da fare del male al fratello maggiore quando questo per scherzo lo aveva colpito.
Ha raccontato del padre, costretto a stare fuori casa per evitare le liti, ma anche di quando la donna lo costringeva a uscire con lei e il nuovo amante. Ma anche di quanto vennero i carabinieri e la donna mise a soqquadro la casa, sostenendo che fosse colpa del marito che l’aveva aggredita. Per quattro anni i figli minori della coppia sono stati tolti alla famiglia e affidati a una comunità.
Anche per gli assistenti sociali era difficile capire chi dicesse la verità: la moglie che accusava il marito o il contrario. Le indagini coordinate dal pm Stefania Pigozzi hanno infine ricostruito un quadro in cui era la donna a maltrattare i ragazzi e il marito.
Il piccolo ha raccontato di stare meglio da quanto ha scelto di interrompere i rapporti con la madre. Il fratello ha raccontato che quando il padre venne colto da infarto, mentre tutti i figli erano al suo capezzale per soccorrerlo lei ripeteva: «Speriamo che muoia». E poi ancora, quando le disse: «Se non te ne vai adesso avrai un brutto destino».
Più volte il giudice è intervenuto per ammonire la donna, che di fronte alle testimonianze dei figli dissentiva a gesti. (el.pe)
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