Montipò dona quattro defibrillatori al paese
Baiso: domattina l’inaugurazione. Installati alla farmacia, a Muraglione, Levizzano e San Cassiano
BAISO. Quattro defibrillatori donati da Fulvio Montipò. Domani mattina a Baiso si festeggia l’inaugurazione di 4 colonnine con defibrillatori semiautomatici installate nel capoluogo: vicino alla farmacia comunale, al Muraglione, a Levizzano e a San Cassiano. Una bella novità realizzata da Comune e Croce Rossa locale grazie al contributo di un abitante di Baiso molto noto, Fulvio Montipò, fondatore e presidente del colosso Interpump Group, e di recente protagonista della costosissima ristrutturazione di palazzo Bussetti, nel centro di Reggio Emilia. Montipò è nato appena fuori Baiso, vicino a Castagneto, e anche se da decenni vive altrove ha sempre mantenuto un legame molto forte con il paese da dove proviene tutta la sua famiglia e dove è cresciuto. Montipò, racconta il sindaco Fabrizio Corti, ha garantito «un forte sostegno finanziario», ha «fortemente creduto nella proposta e ha appoggiato e sostenuto l'investimento economico che ha permesso l’acquisto dei defibrillatori semiautomatici».
Da poco si è concluso il percorso formativo curato dalla Cri per spiegare ai cittadini come usare il defibrillatore in caso di emergenza. L’appuntamento è per domattina alle 10 al municipio di Baiso per la consegna degli attestati agli operatori che hanno seguito il corso di educazione alla gestione delle emergenze e alla defibrillazione precoce. La cerimonia proseguirà in modo itinerante nei prossimi giorni, con la benedizione dei 4 defibrillatori nelle sedi dove sono stati installati. Sabato mattina si farà tappa alla farmacia comunale del capoluogo; nel primo pomeriggio al Muraglione, la mattina successiva a Levizzano e nei giorni a seguire a San Cassiano.
«L’arresto cardiaco – ricorda Corti – può colpire chiunque, senza preavviso, senza tener conto di età, sesso, razza o condizione sociale. In Italia, ogni anno, circa 72 mila persone vengono colpite da arresto cardiaco, e attualmente solo una percentuale inferiore al 5% viene salvata». In compenso, «la presenza di un defibrillatore vicino al luogo dell’accaduto fa salire la percentuale di sopravvivenza al 75%». Questo perché, sottolinea il sindaco Corti, «il tempo per intervenire è strettissimo: le percentuali di sopravvivenza diminuiscono del 7-10% al minuto se non si interviene con il defibrillatore. Se una vittima di un arresto cardiaco non è defibrillata entro 10 minuti, le sue possibilità di sopravvivenza sono inferiori al 5%». (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
