Rifiuti, la Regione decide sulla guerra Reggio-Parma
Dopo il rinvio di fine dicembre, attesa a Bologna l’adozione della delibera flussi L’80% dell’indifferenziata reggiana a Ugozzolo. Ma i cugini non ci stanno
REGGIO EMILIA. A meno di un nuovo rinvio all’ultimo minuto, è attesa oggi l’adozione da parte della giunta regionale della cosiddetta delibera flussi, che aprirà di fatto una rivoluzione nella gestione del rifiuti in tutta l’Emilia-Romagna. Anche per la nostra provincia. Ma, soprattutto, per i cugini di Parma. Secondo quanto prevede attualmente il piano regionale, infatti, l’80% dei rifiuti indifferenziati provenienti da Reggio Emilia verrebbe smaltito e trattato nel 2016 e 2017 nell’inceneritore di Ugozzolo, dopo un primo trattamento meccanico che si svolgerà direttamente sempre a Parma.
Una decisione che non è affatto piaciuta ai cugini d’oltre Enza, dove l’assessore all’Ambiente di Parma, Gabriele Folli, ha chiesto ai consiglieri regionali parmigiani di far cambiare rotta alla giunta di viale Aldo Moro. In particolare Folli ha fatto leva su due mozioni sull’inceneritore (votate in Comune a Parma e nell’assemblea dei sindaci) nelle quali ci si impegnava a non eccedere la soglia delle 130 mila tonnellate all’anno, da raggiungere con rifiuti di provenienza esclusivamente provinciale.
Sono stati proprio i malumori di alcuni territori, Parma e Ravenna in primis, a far slittare una prima volta l’adozione delle delibera, inizialmente prevista a fine dicembre. Un provvedimento dell’assessorato di Paola Gazzolo che cambierà anche la gestione del servizio nella nostra provincia. Se l’80% dei rifiuti indifferenziati sarà indirizzato a Parma, restante 20%, invece, sarebbe destinato a Novellara, avviata verso la chiusura. Novità rilevanti anche per il futuro del Tm di Gavassa, che di fatto uscirà dalla gestione pubblica dei rifiuti, rimanendo un impianto a trazione privata.
L’area di Gavassa, inizialmente considerata sede di un Tmb e costata a Iren qualcosa come 7 milioni di euro, diventerà infatti un polo per la selezione e l’avvio a recupero dei materiali da riciclare, lavorando fuori dalla programmazione provinciale e a supporto dell’attività di raccolta differenziata. Carta e plastica di qualità, in particolare, da avviare nel mercato del riciclo da parte del gestore che vincerà la prossima gara. Proprio la differenziata è l’altra grande sfida reggiana del 2016. Il piano d'ambito, approvato il 17 dicembre, ha fissato come obiettivi per il 2020 il 73% di differenziata e la riduzione del 40% del residuo a smaltimento. Risultati che si intendono conseguire principalmente estendendo il porta a porta a tutta la città di Reggio e ai Comuni della collina.
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