Studente 14enne muore per una malattia
Sant’Ilario, Samuele Luigi Colacino lottava da un anno. Viveva con i genitori, un fratello e una sorella
SANT’ILARIO. «Muor giovane colui che gli dei amano», dicevano gli antichi greci per consolarsi quando la morte andava a chiamare bambini e ragazzi. Ma quando sono gli occhi di un 14enne a chiudersi per sempre, consolarsi è impossibile. Si sono serrati in un silenzio composto e invalicabile, infatti, i genitori di Samuele Luigi Colacino, strappato alla vita da una malattia che non guarda in faccia nessuno. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12747942:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12747942:1649478773/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Era un ragazzo molto gioioso – lo ricorda don Fernando Borciani, parroco della comunità di Sant’Eulalia – e per la sua età anche molto impegnato e profondo, mai banale».
Samuele amava il rugby, che aveva praticato inizialmente a Taneto e poi a Parma, ed era stato anche uno scout, come il fratello Nicola e la sorella Margherita. Come i suoi genitori, Salvatore e Santina, era educato, discreto, rispettoso di tutti. La notizia della sua morte, inaspettata e inaccettabile, è corsa di bocca in bocca sprofondando Sant’Ilario in un mesto silenzio. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12747857:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/01/09/fotogalleria/tanti-amici-per-l-addio-a-samuele-1.12747857]]
Ma compagni di scuola, amici della famiglia e conoscenti non hanno avuto paura di guardare negli occhi il dolore di Santina, Salvatore, Nicola e Margherita e, ieri pomeriggio, hanno riempito la loro casa per aiutarli a colmare, almeno per il tempo di un abbraccio, quel vuoto purtroppo incolmabile. E chi non è riuscito a passare in via Iotti, ha lasciato un ricordo su Facebook.
«Un pensiero a Samuele – ha scritto una cittadina – che a soli 14 anni è stato sconfitto da una malattia purtroppo fatale. È difficile spiegare ai propri figli il perché succedono queste cose, ma il pensiero più grande va alla sua famiglia. Un abbraccio da tutto il paese».
Non sono passati dieci mesi da quando la malattia ha bussato alla loro porta, trascinando Samuele, giorno dopo giorno, fuori da quella vita vivace e vorticosa che tanto amava. In giugno, come accadeva ogni anno da quando si era trasferito a Sant’Ilario nel 2006, avrebbe dovuto partecipare al campo estivo insieme ai suoi amici. E in settembre avrebbe dovuto ricominciare il campionato under 16 di rugby e iniziare le superiori, come tutti i ragazzi della sua età. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12747909:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12747909:1649478773/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Nonostante le cure e la lontananza forzata da campi e scuola, tuttavia, Samuele non ha mai smesso di lottare e, soprattutto, di credere che sarebbe tornato a vivere come un normale ragazzino di 14 anni. Pur non avendo mai messo piede al liceo scientifico Ulivi di Parma, infatti, seguiva tutte le lezioni su Skype, e, quando c’erano le partite, era sempre in contatto con i suoi compagni di squadra per incitarli e festeggiare insieme le vittorie. Nella notte tra giovedì e ieri, però, la malattia è riuscito a sconfiggerlo e Samuele non si è più svegliato. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12747941:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12747941:1649478773/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I funerali sono stati a Parma, dove aveva vissuto con la sua famiglia per parecchi anni prima di trasferirsi a Sant’Ilario: il corteo partirà dalla stazione e arriverà in duomo alle 14.30, poi il feretro tornerà nel cimitero di Sant’Ilario, in modo che Samuele riposi per sempre vicino a mamma Santina, papà Salvatore, Nicola e Margherita.
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