Tecnologie a favore dei ciechi, partita una raccolta di fondi
Reggio Emilia: la ricercatrice Irene Lanza ha sviluppato un localizzatore basato sui suoni. Adesso per rendere il software accessibile a tutti c’è bisogno di 250 mila euro
REGGIO EMILIA. Rivoluzionare la vita delle persone cieche, sfruttando una tecnica che permette di aumentare la percezione di sé nell’ambiente: in una parola, ecolocalizzazione, ovvero la tecnica del sonar e anche del pipistrello. È l’obiettivo del software realizzato da Soundsight Training, società fondata dalla 25enne Irene Lanza insieme a Marco Manca ed Henrik Kjeldsen, conosciuti al Cern di Ginevra dove hanno frequentato il corso Challenge Based Innovation.
Al team di Lanza era stata affidata la sfida di trovare una soluzione tecnologica per le persone cieche. E così è arrivata l’idea di questo software. «Ambienti e oggetti reagiscono ai suoni in modo diverso – spiega Lanza che studia ingegneria gestionale all’Università di Modena e Reggio ed è assessore all’Ambiente al Comune di Rio Saliceto –. Non è una cosa ovvia, ma il nostro cervello è in grado di percepire quei suoni, basta allenarlo».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12741967:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/01/08/fotogalleria/le-immagini-della-sperimentazione-del-software-di-irene-lanza-1.12741967]]
Come funziona? Gli utenti utilizzano cuffie e microfono per interagire con la realtà virtuale. L’input, “lo schiocco della lingua è il suono più adatto”, viene dato attraverso il microfono e attraverso le cuffie si ascolta in che modo il suono reagisce e rimbalza nell’ambiente simulato.
Video: l'appello della ricercatrice Irene Lanza
Si parte da esercizi semplici, capire se la stanza è piccola o di forma quadrata, se ci troviamo in un parco o in una chiesa, e pian piano si impara ad ascoltare. Poi ci si allena a capire se un pannello si trova a destra o a sinitra, se lo spazio è libero oppure no. Infine, si cammina all’interno di un labirinto, evitando gli ostacoli. «Il problema poi è localizzarsi senza sbagliare quando si è nella realtà», precisa Lanza.
Video: le sensazioni di Cecilia Camellini
Ma per questo basta allenarsi. I tre volontari con cui i fondatori di Sounsight Training hanno lavorato – Cecilia Camellini di Formigine (campionessa paralimpica di nuoto) e i reggiani Matteo Severi e Luca Reverberi – hanno impiegato meno di un pomeriggio di lavoro per capire la posizione di un pannello e il materiale di cui era fatto.
Video: Luca Reverberi parla del progetto
Per continuare a sviluppare il software a budget zero e renderlo accessibile a tutti, è stato lanciato un crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter. Obiettivo? Raccogliere 250 mila euro. «Non vogliamo creare un software per farci dire quanto siamo bravi ma perché venga utilizzato – afferma Lanza –. Nel mondo ci sono oltre 280 milioni di persone con problemi visivi, di cui 40 completamente cieche, e noi siamo ipercontenti di mettere il software a loro disposizione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
