Fascisti e antifascisti in piazza a Reggio Emilia
Prima l'annuncio delle destre di un raduno in piazza Martiri del 7 luglio il 16 gennaio, poi scatta la contro-manifestazione. Il sindaco Vecchi: "Sull'antifascismo Reggio ha la schiena dritta"
REGGIO EMILIA. Fascisti e antifascisti manifesteranno nello stesso momento e a pochi passi gli uni dagli altri sabato 16 gennaio in centro a Reggio Emilia. E già la tensione è alta tra gli esponenti delle due parti, come alta è l'attenzione delle forze dell'ordine e degli amministratori della città. In primis il sindaco Luca Vecchi che sull'argomento interviene con un post sul suo profilo Facebook.
Tra le righe si legge un messaggio che vuol esser tranquillizzante: “La manifestazione si svolge nello spirito della Riconciliazione Nazionale, della libertà di espressione e del corretto dibattito fra Destra e Sinistra”. Ma in realtà, quella che è stata per prima annunciata per il 16 gennaio è una manifestazione destinata a alzare il livello della tensione, già alto dopo i blitz a sfondo razzista contro le sedi della Caritas e del Pd reggiano.
«Il giorno 16 gennaio 2016 - recita un comunicato - a partire dalle ore 10 alle 13,30, in Piazza Cavour ora Martiri 7 Luglio, nella zona antistante la Banca d'Italia, si svolgerà la manifestazione "Libertà e Orgoglio della Destra reggiana contro 70 anni di potere di Sinistra".
L'iniziativa vede la partecipazione delle principali personalità e realtà politiche ed associative della città di Reggio Emilia che si identificano con la Destra politica: in particolare aderisce Fratelli d'Italia ed esponenti di Forza Italia, consiglieri comunali di opposizione nei Comuni della Provincia, le associazioni culturali Centro Studi Italia e Pietro e Marianna Azzolini, il Nucleo Sociale Mag. L'iniziativa si propone di segnalare alla cittadinanza la Destra politica reggiana con la sua tradizione e la sua azione in una città che vede la Sinistra al potere da 70 anni».
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Ma soprattutto «Verrà portata solidarietà al Consigliere comunale Manuel Negri ed agli altri giovani indagati per iniziative contro la legislazione sull'immigrazione e di denuncia della violenza partigiana». Si tratta dei sei denunciati dalla Digos proprio per i blitz nelle sedi di Caritas e Pd.
Il primo a insorgere contro questa manifestazione è stato Alessandro Fontanesi, segretario provinciale del Partito comunista d’Italia. Che se la prende con le istituzioni: «Ancora una volta le istituzioni prima si indignano, si riempiono la bocca di valori di riferimento "irrinunciabili", citano persino la Costituzione e poi scelgono di non fare le istituzioni voltando la testa dall'altra parte. Fuori i fascisti dalla città Medaglia d'Oro per la Resistenza».
Ma poi le reazioni si sono susseguite e moltiplicate dando vita anche a un forte dibattito sui social network. E in poco tempo è stata organizzata la contro-manifestazione, che vede insieme Laboratorio Aq16, Casa Bettola, l'associazione Migrante, Collettivo Variabile Indipendente, Sel, Arcigay Gioconda, Altra Europa Reggio Emilia, sezione Carc Reggio Emilia, Rete Spartaco Correggio, l'associazione Notti Rosse Casalgrande e Pollicino Gnus. Si tratta di un corteo che partirà sabato 16 gennaio alle 10 da Porta Santa Croce e terminerà in piazza Del Monte, passando proprio accanto agli altri manifestanti.
Anche il sindaco Luca Vecchi interviene. E lo fa sulla sua pagina Facebook ufficiale:
"Leggo al termine di una bella iniziativa a Casa Cervi i proclami aberranti di un gruppo di destra estrema che si accinge a manifestare a Reggio Emilia. Reggio è città medaglia d'oro della Resistenza. I 70 anni che abbiamo alle spalle sono stati anni di libertà per tutti i cittadini italiani grazie all'antifascismo. Non abbiamo la memoria corta: avesse prevalso il nazifascismo ci sarebbero stati solo morti, rastrellamenti e persecuzioni; nessuna democrazia, nessuna possibilità di espressione, né dignità umana".
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"La credibilità delle istituzioni _ prosegue il primo cittadino _ dipende da tanti fattori, in primo luogo l'onestà, e dalla competenza di chi amministra la cosa pubblica, ma dipende anche e soprattutto dalla consapevolezza verso la storia e la memoria. Le nostre istituzioni sono tali perché figlie del senso profondo di una lunga storia, appunto. Che le destre combattano politicamente la sinistra è naturale. Che ciò avvenga con manifestazioni che richiamano ed evocano momenti drammatici dell'Italia e dell'Europa è però inaccettabile. Di fronte alla stupida provocazione è sano reagire con indifferenza, ma quando la provocazione tocca certe corde è opportuno reagire con il richiamo dovuto. Ce lo ricordava, fra gli altri, il Presidente Sandro Pertini. Quella manifestazione evoca anni e valori per noi inconcepibili. Quella piazza è intitolata ai Martiri del 7 luglio perché lì è successo qualcosa di ben preciso e di molto grave. Sull'antifascismo Reggio ha la schiena dritta e non concede spazi di mistificazione a nessuno".
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Il Comunicato congiunto che annuncia la contromanifestazione
"Se è vero che le azioni fino ad ora compiute in provincia di Reggio sono state fatte da organizzazioni differenti tra loro _ si legge nella nota congiunta che annuncia la contromanifestazione e che fa riferimento ai recenti blitz nelle sedi di Pd e Caritas _ risulta altresì lampante come la manifestazione “Libertà ed orgoglio della destra reggiana contro 70 anni di potere della sinistra” lanciata per sabato 16 gennaio risulta la prima prova di piazza di questo coagulo destroide che unisce esponenti ex missini, ex alleanza nazionale, storici revisionisti come Luca Tadolini, movimenti di matrice naziskin e il noto alle cronache consigliere comunale reggiolese Manuel Negri. Proprio le vicende giudiziarie di Negri, appartenente a Progetto Nazionale ovvero il vestito buono del Veneto Front Skinhead, sotto inchiesta per la presunta partecipazione ai blitz nelle sedi di Pd e Caritas, hanno dato il La all’indizione della manifestazione dell’orgoglio di destra".
"Nel contempo in tanti e tante ci siamo riuniti in assemblea nella serata di giovedì 7 gennaio presso la sede del laboratorio Aq16 _ prosegue la nota _ per discutere quale risposta pubblica e collettiva dare a queste forze politiche che mai sopite riemergono di tanto in tanto nei nostri territori. Il dibattito, ricco e plurale, in tanti interventi ha sottolineato come il fiorire di tendenze nazionaliste, razziste ed omofobe non sia altro che il sintomo di un degrado politico e sociale che viene da lontano. Convinti che la destra la si combatta innanzitutto rompendo la filiera neoliberismo/finanza/austerity/guerra/migrazioni/nazionalismo/paura indiciamo una manifestazione di segno opposto a quella convocata in piazza martiri del 7 luglio. Chiaramente schierati, antifascisti nel dna, esprimiamo con fermezza la volontà nel costruire un futuro dove i diritti dei lavoratori, i diritti di cittadinanza e di genere, l’accoglienza verso coloro che migrano o vivano in situazione di indigenza, la tutela dell’ambiente, la democrazia e la solidarietà siano i pilastri. Dalla crisi strutturale in cui l’Europa delle banche e dei governi delle larghe intese ci condannano se ne può uscire stimolando l’unione di tutte le forze politiche, sociali e di movimento di sinistra. In Grecia, in Spagna ed in Portogallo succede oggi".
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