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Muore lo storico fornaio del paese Oggi l’addio a Francesco Abbati

Muore lo storico fornaio del paese Oggi l’addio a Francesco Abbati

BAISO. Oltre mezzo secolo fra pane, carne, salumi. E fra gli abitanti di Baiso. Sono giorni tristi per il paese collinare dopo la scomparsa, ieri mattina, di Francesco Abbati, fornaio e macellaio,...

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BAISO. Oltre mezzo secolo fra pane, carne, salumi. E fra gli abitanti di Baiso. Sono giorni tristi per il paese collinare dopo la scomparsa, ieri mattina, di Francesco Abbati, fornaio e macellaio, conosciutissimo in tutto il territorio baisano.

Il suo funerale sarà celebrato oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo, appena fuori dal centro del paese. A salutarlo per l’ultima volta ci saranno la moglie Dimma Piccinini, i figli Luca e Ivan, la nuora Giorgia il fratello Ovidio, le sorelle Rina e Cesarina e i nipoti Maickel, Matteo, Rebecca, Riccardo e Thomas, oltre ai tantissimi amici e clienti che lo hanno apprezzato in quasi 50 anni di lavoro a Baiso.

Abbati inizia a lavorare come fornaio a 14 anni nel 1950 a Scandiano; dopo un lungo periodo come dipendente, nel 1967 decide di mettersi proprio, aprendo a Baiso il suo primo esercizio, una macelleria tutt’ora attiva e gestita in prima persona sino al 1990.

Quell’anno, torna alle origini, e assieme alla sua famiglia dà vita all’antico forno Abbati, oggi una delle principali realtà gastronomiche della zona di Baiso.

Francesco Abbati si è occupato in prima persona del forno sino a quando la salute glielo ha permesso, alzandosi di notte per impastare, per poi passare definitivamente la mano ai famigliari che continuano a occuparsi dell’attività, portando avanti l’eredità del papà e nonno.

Con Abbati, lo ricordano i parenti e gli amici «se ne va un altro pezzo di storia del commercio di Baiso, un uomo che ha fatto del suo lavoro la sua vita, capace di coinvolgere la sua intera famiglia e di farla appassionare a un mestiere duro e faticoso».

Il forno non è mai stato un semplice negozio, ma «un punto di incontro per generazioni di ragazzi e famiglie, che non mancavano di soffermarsi davanti al negozio per passare il tempo a conversare».

E questo «dall’orario di apertura alla chiusura grazie all’accoglienza di Francesco sempre disposto a scambiare due parole con tutti. Infaticabile lavoratore ha rivolto alla sua attività gran parte della sua vita dedicandosi con quotidiano impegno a un lavoro antico e importante». (adr.ar.)

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