Gazzetta di Reggio

Reggio

«Cico nel Rugby Parma per 4 anni, voleva ricominciare a giocare»

«Cico nel Rugby Parma per 4 anni, voleva ricominciare a giocare»

«L’ultima volta che l’abbiamo visto era novembre: Samuele era venuto al campo per fare la foto di squadra perché era sicuro che sarebbe tornato a giocare assieme ai suoi compagni»

2 MINUTI DI LETTURA





SANT’ILARIO. «L’ultima volta che l’abbiamo visto era novembre: Samuele era venuto al campo per fare la foto di squadra perché era sicuro che sarebbe tornato a giocare assieme ai suoi compagni».

La sua forza: ecco che cosa Vanni Adorni, responsabile under 16 del Rugby Parma, vuole sia ricordato del piccolo guerriero sconfitto a 14 anni da una terribile malattia. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12747857:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/01/09/fotogalleria/tanti-amici-per-l-addio-a-samuele-1.12747857]]

"Ha indossato la nostra maglia per quattro anni – racconta – fino a quando, la scorsa primavera, non si è ammalato. Samuele era un ragazzo straordinario: sempre sorridente, non si arrabbiava mai, era cordiale con tutti ed era sempre molto tranquillo. Gli piaceva così tanto stare in compagnia – ricorda l’allenatore – che spesso chiamava i suoi compagni di squadra a casa sua: rimanevano a dormire in mansarda, ognuno nel suo sacco a pelo, e mangiavano pizza».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12742740:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/01/08/news/studente-14enne-muore-per-una-malattia-1.12742740]]

Impossibile accettare di non vedere più quel sorriso smagliante e quegli occhi così buoni. «Non voleva abbattersi – racconta il responsabile giovanile del Rugby Parma – e non voleva rinunciare a ciò che amava. Quando era arrivato nella nostra società, nonostante si fosse ritrovato in mezzo a ragazzi che si conoscevano già e giocavano qui da parecchio tempo, si era inserito benissimo e aveva fatto gruppo fin dall’inizio. E così ha continuato a fare sino alla fine.

"Ogni volta che la sua squadra giocava, mandava messaggi ai compagni per incitarli, chiedere come era andata la partita e festeggiare assieme a loro le vittorie. Voleva tornare a giocare. Lo voleva a tal punto – conclude Adorni – che, in novembre, è venuto lo stesso al campo, nonostante la malattia, per farsi fare la foto come gli altri. Mancherà a tutti». (m.r.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google