Per Bryan manca l’ecografia morfologica
Scandiano: nella cartella del bimbo nato senza gambe a Parma non c’è l’esame fondamentale
SCANDIANO. Il mistero dell’ecografia più importante. Quella del quinto mese; quella che avrebbe dovuto rivelare eventuali problemi di conformazione. Rimangono tanti punti bui, nella triste vicenda di Bryan, il bimbo nato senza gambe all’ospedale di Parma la notte di Natale, partorito da una 34enne originaria di Scandiano.
La famiglia del piccolo ha avviato una battaglia legale e le strutture ospedaliere parmensi coinvolte – l’azienda Ausl provinciale e l’ospedale Maggiore – hanno avviato una indagine sulla vicenda. Giovedì i direttori generati Saccenti e Fabi hanno sottolineato come l’azienda pubblica sia stata coinvolta solo dalla 32ª settimana, in pratica all’ottavo mese, mentre sino a quel punto la gravidanza era stata seguita da strutture private. E all’ottavo mese gli esami che avrebbero potuto rivelare la malformazione erano già stati effettuati da tempo. A quel punto, i dottori dell’Ausl non avrebbero potuto accorgersi del problema, se non al momento del parto.
Su questo tema, le verifiche fatte da Ausl e ospedale hanno rivelato che nella cartella clinica di Bryan manca l’ecografia morfologica della 20ª settimana (il quinto mese in pratica), uno degli esami più importanti. È quello in cui la forma del feto, e degli arti, è ormai ben visibile, e l’assenza degli arti inferiori sarebbe dovuta emergere.
Inoltre, è l’ultima tappa per un eventuale aborto: la legislazione italiana permette l’interruzione della gravidanza entro la 22ª settimana, e gli esiti dell’ecografia morfologica del quinto mese possono risultare fondamentali anche per questa potenziale scelta.
Questo esame sarebbe insomma decisivo per capire cosa sia successo realmente, se vi siano stati errori e di che tipo e, nel caso, di chi siano le responsabilità. Una seconda ecografia morfologica è stata effettuata alla 30ª settimana, e in quell’occasione ai genitori è stata fornita pure la dimensione dei femori; tutti gli specialisti sottolineano però che il test diagnostico della 30ª settimana serve per altre valutazioni, e il maggior sviluppo del feto impedisce una buona visualizzazione.
L’assenza dell’ecografia del quinto mese però apre ad altri dubbi. Rimane da capire se banalmente non sia stata inserita nella cartella clinica, se vi sia stato qualche altro errore e se qualcuno avrebbe dovuto comunque richiederla anche per le successive valutazioni. (adr.ar.)
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