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Zara in piazza del Monte a Reggio Emilia, la trattativa è in piedi

di Massimo Sesena
Zara in piazza del Monte a Reggio Emilia, la trattativa è in piedi

Alle aperture di novembre, Kasanova, Spadarella e Tiger, in tanti danno per imminente quella della catena spagnola

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REGGIO EMILIA. Le voci, in questi giorni di saldi, si rincorrono da negozio a negozio. Nel quadrilatero compreso tra piazza del Monte, via Crispi e via Battaglione Toscano, quelle quattro lettere rimbalzano da un commesso all’altro, da un titolare a un altro.

Alle aperture di novembre, Kasanova, Spadarella e Tiger, in tanti danno per imminente quella di Zara, la catena galiziana di abbigliamento e articoli per la casa, famosa in tutto il mondo e già presente in città ai Petali. Che - sempre le medesime voci - vogliono nell’altro augusto palazzo di piazza del Monte, proprio quello che dà il nome alla piazza, dove fino a pochi mesi fa aveva sede la Fondazione Manodori e dove oggi - dopo il trasferimento dell’ente benefico a Palazzo Ancelle in via Dante - rimane soltanto una delle tre agenzie cittadine del gruppo Unicredit.

Ma cosa c’è di vero oltre le voci? Di vero ci sarebbe - non da oggi - l’interessamento del colosso commerciale per quel palazzo, al centro di quello che sta diventando una autentica cittadella dello shopping reggiano. I contatti tra Zara e i vertici della Fondazione Manodori (proprietaria del Palazzo) ci sono stati, ma la trattativa, in queste ultime settimane soprattutto, non avrebbe fatto alcun passo avanti.

E questo principalmente per via del fatto che non pare imminente il trasloco della filiale di Unicredit da Palazzo del Monte. Invero, esiste un progetto di riorganizzazione delle filiali e delle agenzie che il gruppo di piazza Cordusio ha in città . E questo progetto prevede proprio che i locali di Palazzo del Monte vengano lasciati liberi. Ma non subito: il progetto di Unicredit è infatti quello di portare quell’agenzia e altri uffici in un altro palazzo nobiliare reggiano, questo sì di proprietà della banca.

Si tratta di Palazzo Pratonieri, anch’esso nei decenni passati sede della Fondazione. Ma per rendere operativo questo trasferimento occorre che prima vengano effettuati importanti lavori di restyling di quel palazzo che tra le altre cose richiederebbe addirittura un serio adeguamento antisismico. In più - ma questo potrebbe non costituire un problema insormontabile nella trattativa tra Fondazione Manodori e Zara - il contratto di affitto che Unicredit ha stipulato con la Fondazione ha ancora due anni di durata.

Tutti questi elementi insomma rendono decisamente poco imminente lo sbarco di Zara nella centralissima piazza di Reggio, anche se non tolgono nulla a una visione che - e questo è il dato più sorprendente - sta convincendo anche gli altri commercianti del centro storico. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.9912592:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2014/09/11/fotogalleria/facce-da-h-m-boom-di-visitatori-all-inaugurazione-1.9912592]]

Un tempo decisamente scettici verso i grandi marchi, soprattutto se - come è successo all’epoca de I Petali - aprivano lontano dal centro storico, ora, dopo le aperture di H&M e dell’altro pezzo di galleria commerciale - frutto del sogno e del denaro dell’imprenditore reggiano Fulvio Montipò - sono sempre di più i commercianti del centro storico reggiano convinti dell’importanza dei cosiddetti “magneti”, ovvero i megastore che grazie al loro brand hanno la capacità di rivitalizzare il cuore di Reggio. E ne sono convinti al punto da vedere già garrire - di fronte a quella svedese di H6M - anche la bandiera spagnola di Zara.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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