"A Palazzo Da Mosto tornerà l'asilo Manodori"
Reggio Emilia: l'annuncio del presidente della Fondazione Manodori Gianni Borghi al convegno del Rotary per ricordare la figura del benefattore che nel 1860 diede vita alla prima scuola dell'infanzia in città
REGGIO EMILIA. «Nella nostra sede di Palazzo da Mosto cercheremo di riportare, com’era un tempo, un asilo per i bambini. Ne stiamo discutendo con il sindaco Luca Vecchi. Sarebbe un omaggio al passato e un degno ricordo di Pietro Manodori sindaco e benefattore della nostra città».
E’ l‘anticipazione che Gianni Borghi, presidente della Fondazione che porta proprio quel nome, ha fatto nell’aula magna dell’Università (pure titolata a Manodori) durante i lavori del convegno promosso dal Rotary cittadino che ha richiamato parlamentari e autorità reggiane, che sta proponendo una carrellata di incontri dedicati ai grandi personaggi storici del nostro territorio. Borghi ha tracciato anche una breve biografia di Manodori che fu sindaco di Reggio, fondatore e presidente della Cassa di Risparmio, presidente del Monte di Pietà e della Casa di Carità, fra i fondatori della Croce Rossa.
Una figura dunque di spicco nell’Italia post-unitaria e di riferimento durante le crisi economiche e sociali del tempo. Nato sulle pendici del monte Valestra per tutta la vita rimase ancorato alle proprie radici montanare, anche quando l’impegno civile e sociale lo spinsero a trasferirsi in città. Una leggenda accompagna il nome e le fortune della famiglia e si collega ad un “mago” che, impietosito per la sorte di un povero carbonaio padre di undici figli, lo invitò nella sua grotta piena di tesori e lo invitò ad affondare la mano in un sacco per raccoglierne il contenuto di monete preziose.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.418297:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2007/12/02/news/la-collezione-manodori-un-mosaico-d-immagini-1.418297]]
Da ciò la definizione “Mano d’ori”. Quel che è certo è che Pietro Manodori nacque il 21 marzo 1817 a Valestra quale figlio del sindaco di Carpineti e che fu uno dei più illustri reggiani dell’Ottocento. A 28 anni divenne presidente del Monte di pietà e nel 1852 fondò la Cassa di Risparmio di Reggio che guidò per un quarto di secolo.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11459552:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/05/20/fotogalleria/dopo-i-restauri-palazzo-da-mosto-diventa-patrimonio-della-citta-1.11459552]]
Dal 1860 fu sindaco della città e propose subito di aprire un asilo, il primo per l’infanzia, a titolo gratuito e aperto a tutti. E in quell’asilo sono passati tantissimi reggiani fino alla sua chiusura definitiva, nel 1991.
Ecco perché Borghi vorrebbe rivedere un nuovo asilo nella sede della Fondazione che porta questo nome. Fondazione che – altra curiosità che ci riporta ai nostri giorni – intervenne per aiutare i creditori di una banca che era diventata inadempiente.
Queste ed altre storie sono state ampiamente citate nelle relazioni svolte ieri da studiosi del calibro di Giovanni Fracasso e Massimo Mussini, e del presidente delle Casse di Risparmio Giuseppe Guzzetti a cui il sindaco Luca Vecchi ha donato il Primo Tricolore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
