Giovani coppie, il flop del bando milionario per il piano casa
Il vice sindaco Sassi: «Quei soldi non vanno a chi ne ha realmente bisogno e non aiutano a rilanciare il settore»
REGGIO EMILIA. Non hanno vinto alla Lotteria Italia nè ad altri giochi. E tuttavia, proprio in questi giorni, ventitrè reggiani - under 40 - si fregano le mani. Perché la Regione Emilia Romagna ha accordato loro un finanziamento per l’acquisto della prima casa. A fondo perduto. Per un importo che va dai 25 ai 30mila euro.
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Tutto bene? Per questi 23 reggiani probabilmente sì, così come possono dirsi soddisfatte le imprese edili che avevano “candidato” i loro immobili invenduti al bando che la Regione - ormai siamo alla decima edizione - ha lanciato anche nel 2015 per aiutare le giovani coppie a trovare una casa. Per le aziende edili, almeno a giudicare dal battage pubblicitario, è una specie di arma segreta.
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“Contributi per giovani coppie fino a 30mila euro” si legge nelle pubblicità. E alla fine così è, con le imprese edili che presentano la candidatura, abbinando il loro locale invenduto al cliente. Al quale poi scontano i 30mila euro dal prezzo finale dell’immobile.
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C’E’ CHI PUO’. Un meccanismo rodato, quello di questo bando, che tuttavia continua a trascinarsi - ormai da anni - una serie di critiche. Perché, pur ripetendosi da 10 anni, non ha portato alcun beneficio alle imprese edili e, quel che più conta non sembra essere un aiuto alle giovani coppie più bisognose. Anzi. Soltanto quest’anno è stato messo un tetto al valore dell’immobile che si intende acquistare. A 350mila euro. Una cifra che consente - a coloro che oggi ne hanno la possibilità - di acquistare una casa di un certo prestigio e di una certa metratura. In altre parole - si chiedono gli scettici - se una giovane coppia può spendere 350mila euro, ha proprio bisogno di un “aiutino” pubblico?
SOLDI A PIOGGIA. E’ questa la domanda che si pone anche il vice sindaco di Reggio, e assessore all’edilizia pubblica Matteo Sassi che sottolinea le storture di una iniziativa fallimentare: «Nonostante gli accorgimenti adottati quest’anno dalla Regione - dice - questo strumento rimane inadeguato e pieno di ombre. A Reggio, in ragione di questo bando sono arrivati quasi 700mila euro. Ma sono arrivati a pioggia e non hanno risolto nè i reali problemi delle giovani coppie, magari in difficoltà economiche, che stanno cercando una casa, nè tantomeno hanno risollevato un settore che ancora stenta a riprendersi dalla gravissima crisi di questi anni».
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Secondo Sassi «più che bandi a pioggia serve un vero piano di housing sociale che coinvolga anche i privati ma che al tempo stesso dia risposte alle reali esigenze delle persone. Con quei 685mila euro che sono arrivati a Reggio, si sarebbero potute ristrutturare abitazioni di edilizia residenziale pubblica che oggi sono inagibili perché bisognose di ristrutturazione».
Ecco chi ha ottenuto il contributo regionale
STRANEZZE DEL BANDO. Del resto per rendersi conto dell’anomalia di questo bando basta addentrarsi negli esiti, anche di quelli reggiani, che pure sono meno eclatanti nel loro complesso. Dei 23 contributi assegnati (sulle 24 candidature presentate), 22 di essi hanno ottenuto il massimo, 30mila euro, mentre uno solo di questi si è dovuto “accontentare” di 25mila euro. Chissà perché, ovvero chissà in base a quali criteri.
Perché sembra proprio che siano i criteri del bando a traballare. Un esempio: si chiama da sempre “bando per le giovani coppie”, ma in realtà a Reggio a spuntarla sono stati soprattutto i single: 14 (pari al 60,87%) a fronte di 8 giovani coppie (34,7%) e di un non ben specificato nucleo monoparentale (4,35%).
Un secondo esempio: dopo le prime edizioni, ad esempio, si è inserita - tra la documentazione da presentare - anche la certificazione Isee. Ma le maglie restano larghe se è vero che il limite per ottenere i 25-30mila euro a fondo perduto basta non superare un Isee di 40mila euro, che equivale a un reddito annuo di 70mila euro.
Anche a Reggio, poi, una delle imprese che ha partecipato al bando, la Cooperativa La Betulla ha piazzato due appartamenti da oltre 120 metri quadrati, valore 327mila euro, il primo e 350mila (il massimo) il secondo entrambi alle porte della città.
Ma il colpo da maestro, a voler essere precisi, l’ha fatto un single che ha acquistato un monolocale o qualcosa del genere, a Masone, in via Socrate: metri quadrati 38,30, prezzo complessivo 59mila euro. Di cui 30 mila erogati a fondo perduto, con i migliori auguri, dalla Regione Emilia Romagna.
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