Reggio Emilia, salta il consiglio comunale: «Sono vacanze forzate»
Le opposizioni insorgono sul rinvio della seduta dopo una pausa di 22 giorni. La presidente Caselli: «Non c’erano atti urgenti e mancavano i tempi tecnici»
REGGIO EMILIA. Salta la seduta del consiglio comunale in programma oggi, la prima dopo 22 giorni di pausa per le festività. E le opposizioni insorgono, esprimendo «sincera preoccupazione e ferma riprovazione». Una vacanza forzata e prolungata, secondo M5s, Grande Reggio e Lista Magenta, che puntano il dito contro la maggioranza e l’amministrazione, ribadendo accuse già formulate nei giorni scorsi in occasione del bilancio presentato dalla presidente del Consiglio, Emanuela Caselli, sulle attività di Sala Tricolore.
«La seduta avrebbe dovuto affrontare temi di rilevanza e stretta attualità – affermano i consiglieri di opposizione – dalla sicurezza, all’Aeroporto, alle novità societarie di Iren, ai bandi deliberati dall’amministrazione, alla verifica dello stato di attuazione delle linee programmatiche in ottemperanza al regolamento». Un rinvio che, secondo i consiglieri di minoranza, fa sì che «il tanto declamato bene comune venga emendato senza fondate motivazioni».
Di qui l’attacco a maggioranza e amministrazione: «L’espropriazione delle prerogative del consiglio viene gradualmente consumata da una maggioranza che si arroga il potere di decidere per tutti in quanto concepisce il municipio non espressione del governo della città, ma proprietà del governo».
Accuse respinte ai mittenti dalla presidente del Consiglio comunale, Emanuela Caselli, che ricorda come l’ipotesi di rinviare la seduta sia stata annunciata ai capigruppo con largo anticipo: «Sono mancati i tempi tecnici per predisporre atti e documenti necessari per la seduta», spiega Caselli, che ricorda come la conferenza dei capigruppo venga generalmente convocata il mercoledì.
«Mercoledì era il 6 gennaio. E il giorno successivo è stata la festa del Tricolore». Due date che non hanno consentito la convocazione: «Tutti gli atti e tutti gli argomenti sono importanti, ma nella seduta non erano previsti all’ordine del giorno atti con elementi di urgenza», conclude Caselli, ricordando inoltre che i lavori del consiglio riprendono in settimana nelle due commissioni sul bando Campovolo e sul futuro dell’ex Opg.
Sulla polemica interviene anche il capogruppo Pd, Andrea Capelli: «Le opposizioni concepiscono sala Tricolore come una vetrina per fare propaganda, quando invece è un organo serio con funzioni deliberative. Quando c’è bisogno di riunirsi lo facciamo, come avvenuto per 52 volte in 18 mesi. Gli argomenti importanti per la città si possono discutere anche nelle commissioni. Dopo le pause, le attività hanno sempre bisogno di tempo per riprendere. E se non ci sono delibere da votare la Caselli ha fatto bene a rinviare la seduta».(e.spa.)
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