Rifiuti, Tutino lancia la tariffa puntuale
L’assessore: «Porta a porta per tutti i reggiani». Legambiente: «No all’ampliamento di Ugozzolo»
REGGIO EMILIA. «A questo punto, si dovrà lavorare su una tariffa unica di smaltimento per l’area emiliana, sull’attivazione della tariffa puntuale e su un ulteriore sviluppo della differenziata. Reggio alla fine di quest'anno inizierà l’estensione del porta a porta, che porterà tutti i 170 mila abitanti della nostra città a essere serviti con questo modello e, grazie all’apporto dei Comuni della collina e della zona ceramiche che hanno aderito al modello del nuovo Piano d'ambito approvato a dicembre, il raggiungimento di quasi 450 mila utenti su base provinciale». Così l’assessore all’Ambiente, Mirko Tutino, commenta il piano regionale dei rifiuti adottato dalla giunta regionale, secondo il quale l’80% dei rifiuti reggiani indifferenziati saranno destinati all’inceneritore di Parma.
«L’attuale giunta regionale ha, in pochi mesi, portato a termine il Piano del quale si parla da molti anni – aggiunge Tutino – Un grande risultato, che va riconosciuto alla giunta Bonaccini e che ha un valore ancora più rilevante, perché segue di pochi mesi una legge che pone questa Regione tra le prime in Europa, alzando gli obiettivi di raccolta differenziata e individuando le modalità per raggiungerli». Quanto alla destinazione dei rifiuti reggiani, «da molto tempo sostenevamo che non ci fossero più le condizioni tecniche, economiche e ambientali per mantenere un grande impianto di smaltimento in ogni provincia e ritenevano fuori dal tempo la pretesa di mettere delle targhe e dei limiti provinciali a rifiuti che, per essere trattati o recuperati al meglio, devono superare i confini amministrativi delle città e delle province. Da tempo era chiaro che continuare a ragionare per bacini provinciali avrebbe imposto tariffe più elevate e la necessità di importare rifiuti da altre regioni, per contenere i costi di gestione di ogni impianto. La collaborazione con le altre città sarà fondamentale».
Sull’approvazione in giunta del documento, da ratificare poi in Consiglio, arriva anche la reazione di Legambiente, sottolineando positivamente le novità della «priorità data alla riduzione del rifiuto indifferenziato e all’aumento della percentuale di riciclaggio, la marginalizzazione di discariche e l'esaurirsi della funzione di due inceneritori».
«Purtroppo in questi stessi giorni si stanno attuando scelte locali che appaiono in contrasto con la strada dell’economia circolare e da quanto indicato dal Piano». Fra queste, anche la situazione di Parma, dove «si sta concludendo la conferenza dei servizi per valutare la richiesta di Iren di ampliare l'inceneritore avviato solo da pochi anni, secondo quanto permesso dal decreto Sbloccaitalia. Una scelta in pieno contrasto alle esigenze del territorio, ai pareri dei Comuni ed alla proprietà pubblica dell’azienda. Un ampliamento che cozzerebbe anche con le autorizzazioni precedenti e con i problemi di qualità dell'aria del territorio».
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