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Temperature alte sull’Appennino impossibile sparare neve artificiale

di Luca Tondelli
Temperature alte sull’Appennino impossibile sparare neve artificiale

COLLAGNA. Niente da fare: dopo le temperature rigide dei primi giorni dell’anno, gli ultimi hanno invece visto un rialzo termico, che ha portato le temperature su valori superiori alla media...

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COLLAGNA. Niente da fare: dopo le temperature rigide dei primi giorni dell’anno, gli ultimi hanno invece visto un rialzo termico, che ha portato le temperature su valori superiori alla media stagionale, ed hanno sciolto la poca neve naturale arrivata lungo le piste di Cerreto Laghi e quella artificiale sparata nei giorni scorsi.

Insomma, sembra proprio non voler partire la stagione nella principale stazione sciistica reggiana, meta ogni anno (normale) di decine di migliaia di appassionati, molti dei quali dalle province di Massa Carrara e La Spezia. Un anno importante per la stazione, che ha visto il passaggio di proprietà degli impianti alla società che prima ne curava solo la gestione, la Park Hotel, ma che finora non ha visto le piste aperte nemmeno un giorno.

E alla mancanza di neve naturale non è possibile in condizioni così negative porre rimedio con l’innevamento artificiale: anche ieri nebbia e pioggerella caratterizzavano il clima in quota, ed anche Marco Giannarelli della Park Hotel ha spiegato come, in condizioni simili, provare a spingere troppo sull’azione dei cannoni spara neve, sarebbe come buttare direttamente dei soldi nel lago cerretano.

«L’impianto di innevamento di cui siamo dotati – spiega Giannarelli – richiede dai 5 giorni agli 8 giorni di freddo per innevare una pista da zero e permettere la pratica dello sci in sicurezza. Dal 26 novembre non ci sono state finestre di freddo tali da consentire di innevare una pista per intero, la prova è stata fatta negli ultimi giorni dell’anno e qualche mucchio è comparso ma poi la perturbazione ha portato acqua a catinelle, alla prossima finestra di freddo riproveremo perché poi il tempo dovrà anche essere clemente».

Chiaramente però, purtroppo, la stagione quando e se si deciderà ad arrivare il freddo sarà poi piuttosto breve. L’unico impianto reggiano che è riuscito ad aprire per qualche giorno è stato il campo scuola di Febbio, che però ieri ha dovuto comunque chiudere a causa del meteo inclemente anche nel villaminozzese. E per i prossimi giorni non ci sono buone prospettive: fino a lunedì pioggia e umidità, e dopo giornate di sereno almeno fino a giovedì 14 gennaio.

Sulla mancanza di un campo scuola a Cerreto peraltro si è espresso anche Giannarelli: «Da noi parlare del nuovo Campo Scuola è un’utopia ormai, insieme con gli operatori turistici e commerciali si potrebbe chiedere perché il Campo Scuola rimane tabù per il Cerreto, vagliare altre opzioni, così in inverni futuri simili a questo, sperando non ne vengano, si potrà garantire almeno la presenza delle famiglie al Lago». E’ dal 2010 che si discute del nuovo campo scuola del Cerreto: venne presentato uno studio di Fattibilità di Provincia e Comune per un’opera da 242.000 euro. Avrebbe dovuto essere realizzato nelle vicinanze del Palaghiaccio ma così non è stato.

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