L’Appennino omaggia i giovani morti per l’Italia
Castelnovo Monti: molta gente ieri alla commemorazione dell’eccidio di Gatta A morire per mano dei nazifascisti furono ragazzi combattenti dai 17 ai 23 anni
CASTELNOVO MONTI. Tanta gente, i componenti delle associazioni partigiane e dei deportati, e gli amministratori in rappresentanza di tutti i Comuni dell’Appennino, hanno partecipato ieri mattina alla commemorazione del 71esimo anniversario dell’eccidio dei partigiani del distaccamento “Pigoni”, della 26esima Brigata Garibaldi, avvenuto a Gatta l’8 gennaio del 1945.
Dopo la messa a suffragio dei caduti e la benedizione nella chiesa parrocchiale di Gatta, c’è stato il saluto del sindaco di Villa Minozzo, Luigi Fiocchi, e poi la commemorazione ufficiale a cura del dirigente scolastico Paola Bacci insieme agli studenti dell’istituto superiore Cattaneo – Dall’Aglio di Castelnovo Monti.
Poi il corteo si è recato a rendere omaggio ai cippi di Villa Marta, dove avvenne l’eccidio, e al monumento di Gatta. I partigiani caduti a Gatta l’8 gennaio 1945 e nei giorni seguenti per mano dei nazifascisti furono Bruno Manlio “Costantino”, Ruggero Silvestri “Jena” (18 anni) di Lucca, Sergio Stranieri “Randa” (21 anni) di Villa Ospizio, Vasco Madini “Fulmine” (18 anni) di Carpineti, Aldo Bagni “Nerone” (21 anni) di San Maurizio, Angelo Masini “Tonino” (21 anni) di Mancasale, Arturo Roteglia “Ellas” di Reggio Emilia (25 anni), Aristide Sberveglieri “Tallin” di San Martino in Rio (22 anni), Armando Ganapini “Lazzarino” di Felina (17 anni), Carlo Pignedoli “Mitra” (23 anni) di Carpineti e Gino Ganapini “Leone” (19 anni) di Felina.
Tutti giovanissimi combattenti che hanno sacrificato la vita in difesa dei valori di libertà e uguaglianza diventati poi in seguito principi fondanti della nostra Costituzione.
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