Lavoro, i giovani disoccupati sono triplicati in sei anni
Dal 2008 al 2014 il tasso è salito dal 6,9% al 17,4% per i ragazzi fra i 15 e i 29 anni. E in Emilia Romagna sono 120 mila quelli che non studiano e non lavorano
REGGIO EMILIA. Triplicati nel giro di appena sei anni, arrivando a superare la soglia del 17%. Giovanissimi senza lavoro. Disoccupati. Quasi uno su cinque. È questa infatti la condizione in cui si trova il 17,4% dei reggiani con un’età compresa fra i 15 e i 29 anni che rientra nelle statistiche di forza lavoro, secondo quanto emerge nel Rapporto annuale 2015 sul mercato del lavoro in Emilia-Romagna diffuso dall’Ervet, la società “in house” della Regione Emilia-Romagna che opera come agenzia di sviluppo territoriale.
Un dramma, quello della disoccupazione, che non risparmia i giovanissimi. Nella nostra provincia, il tasso di disoccupazione fra i reggiani con età compresa fra i 15 e i 29 anni nel 2008 era appena del 6,9%. E Reggio, così come tutta l’Emilia-Romagna, rispetto al resto d’Italia rappresentava ancora un’isola felice, spazzata via dagli anni duri di crisi e recessione. Dal 2008, infatti, il tasso di disoccupazione fra i giovanissimi reggiani è praticamente triplicato: nel 2013 ha toccato quota 15,1%, nel 2014 ha sfondato il muro del 17,4%: in pratica, quasi un giovanissimo su cinque in cerca di un’occupazione.
Una generazione senza futuro. E con poche speranze. Come testimoniano anche i dati Istat relativi agli inattivi: un bacino che, secondo la definizione dell’Istituto nazionale di statica, è composto da chi non cerca un impiego ma è disponibile a lavorare e da quanti cercano invece lavoro non attivamente o devono ancora entrare nel mercato del lavoro.
Secondo i dati Istat, aggiornati al marzo 2015, risulta inattivo il 55,75% dei reggiani con età compresa tra i 15 e i 29 anni, seguendo un trend in crescita anno dopo anno. E con un boom a partire dal 2010. Dodici anni fa, nel 2004, gli inattivi a Reggio Emilia erano appena il 34,23% dei giovanissimi, saliti a 39,66% nel 2005, a 40,82% nel 2006, a 43,23% nel 2007, 46,42% nel 2008 e 46,54% nel 2009. Dal 2010, invece, il dato ha sfondato quota 50%, arrivando a toccare il 51,22% e salendo fino al 55,15% nel 2011, al 54,60% nel 2012, al 54,27% nel 2013 e al 55,75% nel 2014.
Un problema che riguarda soprattutto la giovanissima popolazione femminile, dove la percentuale di inattive fra i 15 e i 29 anni nella nostra provincia tocca addirittura il 63,7%, contro il 48,1% dei maschi. Il fenomeno, però, interessa anche altre fasce d’età. Come quella compresa tra i 24 e i 35 anni. In questo caso, secondo l’Istat, gli inattivi della nostra provincia rappresentano il 21,2% della popolazione corrispondente. Nella fascia d’età compresa fra i 35 e i 44 anni, invece, il dato provinciale raggiunge il 14.5%. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12759255:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/01/11/news/oltre-34-mila-reggiani-in-cerca-di-un-impiego-1.12759255]]
Un allarme già arrivato anche in Regione, analizzato nelle diverse sfaccettature nel rapporto Ervet, che espande la sua ricerca anche sui Neet, ovvero i “Not (engaged) in Education, Employment or Training”. Tradotto: giovani fuori da ogni percorso di studio o di lavoro. “Scoraggiati”, che di fronte alla crisi economica si trovano ai margini, per un preoccupante fenomeno che riguarda sia il mondo del lavoro che quello dell’istruzione. E della dispersione scolastica.
A livello regionale, i neet d’età compresa tra 15 e i 29 anni sono in totale 120 mila, in crescita rispetto al 2013 di circa diecimila unità. Tra il 2007 e il 2014, i giovani neet compresi tra i 15 e 29 anni sono raddoppiati in regione, con un incremento pari al 103,4%: nel 2007 rappresentavano il 9,6% della corrispondente popolazione regionale, nel 2014 sono diventati il 20,6%. Sempre a livello regionale, l’incremento risulta particolarmente concentrato nella fascia d’età 18-24 anni, considerata la più problematica: una crescita percentuale pari addirittura al 184,5% tra 2007 e 2014.
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