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Nasce la Asp più grande della regione

Nasce la Asp più grande della regione

Oggi è in programma la prima assemblea dei soci dell’Azienda Servizi alla persona nata dalla fusione di Rete e Osea

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REGGIO EMILIA. Oggi nasce la nuova Azienda dei servizi alla persona, frutto della fusione di Reggio Emilia Terza Età (Rete) e Osea, l’ente che ha a sua volta ricompresi l’Opera pia Artigianelli e l’Istituto Santi Pietro e Matteo. Si tratta di una delle più importanti realtà nel campo del welfare pubblico di tutta l’Emilia Romagna. In particolare - per quanto riguarda il numero dei dipendenti e la portata dei servizi erogati - si tratta della più importante Asp dell’Emilia Romagna.

Invero, la fusione tra le diverse componenti della nuova Asp è già operativa dal primo gennaio, ma quello di oggi è comunque un appuntamento importante. In municipio a Reggio si tiene infatti la prima assemblea dei soci della nuova Azienda, chiamati ad approvare gli atti costitutivi e soprattutto a decidere i tre componenti del futuro consiglio d’amministrazione dell’ente. Comune di Reggio, Provincia e i soci privati devono indicare i tre da cui poi uscirà il nome del presidente. Nulla di ufficiale, almeno fino a quando non si riunirà l’assemblea ma sembra scontata la nomina di Raffaele Leoni alla presidenza della nuova azienda. L’ex presidente di Rete è stato infatti colui che più di tutti è stato protagonista in prima persona del percorso che ha portato all’unificazione.

Rispetto a quanto prevedeva la Regione, il Comune di Reggio - socio di maggioranza della nuova azienda - ha deciso di accelerare i tempi: «In teoria - spiega l’assessore al welfare del Comune, Matteo Sassi - avremmo avuto tempo fino alla fine del nostro mandato, ma noi abbiamo voluto accelerare per dare solidità a un sistema che per decenni ha saputo garantire servizi di qualità e intende continuare a farlo, nonostante un quadro generale di risorse in costante calo. Vogliamo innovare ancora ed essere aperti a sinergie e collaborazioni con il privato-sociale, senza abdicare alla guida pubblica».

All’atto pratico, per l’utenza - più di un migliaio le famiglie di anziani, disabili, minori in difficoltà che hanno quotidianamente a che fare con i servizi della nuova Asp - non cambierà molto. E non cambieranno nemmeno le rette che vengono fissate dalla Regione.

Allo stesso modo, il vice sindaco di Reggio, è convinto che non dovrebbero esserci particolari problemi nemmeno nelle relazioni sindacali. «Certo - dice Sassi - il tavolo con le organizzazioni sindacali resta aperto, ma mi pare di poter dire che proprio i lavoratori, assieme alle famiglie dei nostri utenti siano tra i primi ad apprezzare che, a fronte di un dibattito che non risparmia nemmeno la nostra provincia sulla possibilità di privatizzare questo tipo di servizi, a Reggio si è scelta un’altra strada: di fondere due società pubbliche per renderle ancora più forti in un unico ente, che peraltro vede il 60% del proprio fatturato concentrato alla voce “costo del lavoro”».

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