CASTELNOVO SOTTO
Omicidio Barani, famiglia risarcita con 700 mila euro
La somma sarà versata dall'assicurazione di Alberti, che con il fuoristrada investì e uccise il pensionato
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CASTELNOVO SOTTO. La famiglia di Umberto Barani, il 65enne che venne investito e ucciso il 7 agosto 2013 dal vicino di casa Lamberto Alberti, riceverà un indennizzo di 700mila euro.
Il risarcimento è stato definito in sede civile con l’assicurazione dell’auto guidata dall’assassino. Il contenzioso è stato seguito dagli avvocati Giuseppe Pagliani, già legale della parte civile nel procedimento penale, e dal collega di studio Gianluca Dallari.
Al termine del processo, nel dicembre 2014, il 53enne di Case Melli è stato condannato a 16 anni e 4 mesi e al pagamento di una provvisionale di 50mila euro per ciascuna delle parti civili. Il fatto che l’omicida fosse alla guida di un’auto ha permesso agli avvocati di chiedere il risarcimento direttamente all’assicurazione, la quale poi si rivarrà sui beni del condannato.
La vicenda a suo tempo aveva anche assunto contorni politici in quanto i consiglieri d’opposizione di Castelnovo Sotto avevano promosso una raccolta firme e sostenuto che la morte fosse evitabile, in quanto la pericolosità dell’uomo di Case Melli fosse nota. Gli stessi consiglieri d’opposizione hanno poi indicato alla famiglia Barani lo studio Pagliani, che ha assistito la famiglia in sede penale e civile.
L’omicidio di Barani si era consumato nell’estate del 2013. Erano le 15.30 del 7 agosto quando Alberti partì da casa a bordo della sua Opel Frontera, per andare dai vicini. Si era rivolto al padrone di casa, il 65enne Umberto Barani, accusando il figlio di un episodio. Barani aveva riferito l'accaduto al figlio Mauro che, sentendosi ingiustamente colpevolizzato, voleva chiarirsi e aveva parcheggiato la sua Fiat Bravo in mezzo alla strada in modo da bloccargli il passaggio. Ma Alberti, nonostante la presenza del mezzo, con la sua Opel aveva proseguito la marcia tamponando la Fiat, tanto da farla finire nel canale.
Mauro Barani, a bordo, era riuscito a uscirne appena in tempo. Davanti alla folle scena, Umberto Barani si era precipitato in mezzo alla strada, davanti alla Opel, confidando che il conducente si sarebbe fermato. Invece, Alberti era ripartito uccidendolo. Alberti è stato pertanto accusato di omicidio volontario.
Il processo è stato celebrato con rito abbreviato, che ha consentito all’imputato di godere di una sentenza più mite. Il pubblico ministero Valentina Salvi aveva chiesto per lui una condanna a 17 anni di carcare.
Nel processo l’avvocato Pagliani non aveva mancato di ricordare quante segnalazioni e denunce avevano preceduto la tragedia: almeno una ventina nel giro di un anno. Descrivendo l'escalation di violenza, prepotenza, aggressività che aveva caratterizzato la vita del 50enne, che lo portava a litigare con tutti. E che aveva spinto, ad esempio, i titolari di un bar di Campegine a chiedere alle autorità che l'uomo fosse diffidato dal frequentare ancora il locale.
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