Parma si mobilita contro i rifiuti di Reggio
Domani presidio per impedire l’ampliamento dell’inceneritore. Bufera su Pizzarotti e il Pd
REGGIO EMILIA. Volano stracci fra i cugini d’oltre Enza dopo l’adozione del piano regionale dei rifiuti, nel quale si prevede che l’inceneritore di Ugozzolo bruci l’80% dei rifiuti indifferenziati reggiani. Una decisione che ha scatenato un tutti contro tutti, con le varie forze politiche che chiedono la testa dell’amministrazione 5 Stelle e le associazioni pronte a scendere in piazza con manifestazioni di protesta.
Come quella in programma domani dell’associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma GCR: un presidio alle 15 davanti alla sede della Provincia di Parma, in occasione della conferenza dei servizi che deve deliberare sulla richiesta di Iren di incrementare la potenzialità dell’inceneritore e poter far giungere rifiuti da fuori provincia e da fuori regione. «Si svolgerà una conferenza dei servizi per autorizzare l’inceneritore a superare le attuali prescrizioni, e cioè il vincolo dell’origine dei rifiuti urbani e speciali dalla Provincia di Parma nonché la capacità massima autorizzata che tuttora è di 130.000 t/a (70.000 t/a rifiuti urbani, 60.000 t/a rifiuti speciali) – fanno sapere dall’associazione – Ci hanno sempre raccontato che il forno avrebbe servito solo il nostro territorio, che le tariffe si sarebbero abbassate e che un eventuale aumento della raccolta differenziata non avrebbe influito in nessun modo sulla gestione dell’impianto. Oggi dopo solo due anni di funzionamento il gestore ha chiesto un aumento della capacità fino a 195.000 t/a e l’allargamento del perimetro da cui ricevere rifiuti a tutta Italia. È probabile che la Provincia ed alcuni Comuni siano orientati ad accogliere queste richieste, anche se l’assemblea dei sindaci, che rappresenta l’85% della popolazione provinciale, ha dichiarato di non volere l’aumento».
Un aumento che a Parma sembra non voler proprio nessuno, nonostante la probabile riduzione delle tariffe. Nel mirino finisce soprattutto il sindaco Pizzarotti, ma anche il Pd. Proprio il segretario del Pd provinciale parmigiano, Gianpaolo Serpagli, si era già affrettato a dire che «il territorio è salvaguardato, il conferimento verrà pagato e quindi si avrà un risparmio in bolletta», parlando di «una vittoria per i cittadini». Ma non la pensano così le altre forze politiche. Per Roberto Ghiretti, capogruppo di Parma Unita, «su questa vicenda si gioca la credibilità di tanti protagonisti della politica locale, Pizzarotti in primis».
Ad alzare la voce anche Maria Teresa Guarnieri di Altra Politica: «La parabola di Pizzarotti finisce in un cumulo di rifiuti». Per il vicepresidente del consiglio regionale, il leghista Fabio Rainieri, «il Pd canta vittoria mentre i 5 stelle rimangono in silenzio». Ma Gabriele Folli, assessore all’Ambiente, non ci sta: «Il Pd ha tradito il territorio per 30 denari». (e.spa.)
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