Punto nascite, due poesie di denuncia per salvarlo
A Castelnovo Monti i versi del regista e scrittore Giuliano Bugani per le mamme che lottano per la difesa del Sant'Anna
CASTELNOVO MONTI. Due poesie “Siamo tutti Cicogne” e “Cicogna che corre” – titolo alquanto evocativo visto l’argomento – sono state dedicate alle mamme della nostra montagna. In particolare la seconda rivolta “a tutte le madri di Castelnovo Monti che lottano per la difesa dell’ospedale”.
Numerose già le condivisioni su Facebook sia del primo testo – scritto nel settembre scorso – che, ora, del secondo – che risale al primo gennaio – e tanti i “like” da parte di chi vuole salvare il reparto di neonatologia dell’ospedale Sant’Anna, a forte rischio chiusura.
A scriverle è stato Giuliano Bugani, il regista di diversi documentari di denuncia, tra i quali “Mani sulla Sanità”, presentato con grande successo anche a Castelnovo Monti, a ottobre scorso, su iniziativa proprio del comitato Salviamo le Cicogne – a moderare la serata la stessa presidente Elisabetta Paroli.
«Perché la poesia? – dice il regista – Perché raccoglie il consenso del popolo, lo fa ragionare, e questo terrorizza i potenti».
Questo il testo della seconda poesia.
Cicogna che corre
(a tutte le madri di Castelnovo Monti
che lottano per la difesa dell’ Ospedale)
"Inverno. Freddo. Non resta. Che correre. Sulla montagna. Dove si chiude. Una madre. Che corre. Con altre madri. Che chiudono. In inverno. Qui non si nasce. Qui. In questa montagna. Che si corre. Verso la pianura. Con altre madri. Cicogna corre. Non resta . In alto. Scende. O cade. Ma con altre madri. Ma forse. In inverno. Il freddo. Nel cuore. Di altri. Che si chiude. Come conchiglia. Nella pietra. Chiusa. Per nascere. Invece. Ancora. Allora. Giù. Nella pianura. Con altre madri. Cicogna che corre. Nel freddo. Di una scelta. Nel freddo. Di una chiusa porta. Nel freddo. Di una storia. Di madri. Che lottano. Nel freddo. Di una casa. Di cuori freddi. In inverno. Cicogna che corre. Altre madri. Che corrono. Nel freddo. Di una scelta. Di altri. Non resta. Che il freddo. Di un inverno. O altri. Inverni. Ancora più freddi. Sempre. Si corre. Perché madri. Perché donne. Perché neve. Che cade. Solo questo. Se cade. La neve. Fa freddo. Sulla montagna. Che chiude. Per non nascere. Cade. La neve. In inverno. Come madri. Nel freddo. Di un idea. Sbagliata. E ancora correre. Giù. Nella pianura. Un idea. Di altri. Chiusi. Come conchiglie. Di pietra. Fredda. In inverno. Freddi. Come pietre. In inverno. Sbagliati. Inverni sbagliati. Tutto è sbagliato. Non resta. Che correre. Cicogna che corre. Madri che corrono. Tutto corre. La storia. Di un idea. Come la neve. Che cade. In inverno. Si corre. Via. Dal freddo. Di cuori. Sbagliati. Sulla montagna. Di una storia. Che non può. Finire. Come l’ inverno".
Di “Mani sulla sanità, che denuncia l’esistenza di un piano sovranazionale contro la sanità pubblica, è in lavorazione la seconda parte “Mani sulla sanità – la Rivolta”, il cui promo, diffuso anche con sottotitoli in inglese, sta incassando commenti più che lusinghieri, tra i quali quello del grande regista Kein Loach, autore di numerosi e graffianti film di denuncia.
«Abbiamo raccolto – sono le sole anticipazioni di Bugani – documentazione inedita e incontrovertibile con immagini eloquenti di che cosa ci stiano nascondendo, ne esce un quadro sconvolgente. Il Sant’Anna è parte fondamentale di un progetto sovranazionale di distruzione della sanità pubblica, in Emilia Romagna portato avanti da Errani e Bonaccini, e in Italia dal Pd». (m.f.)
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