Smog in calo, grazie persino alla nebbia
Ieri la prima domenica ecologica prevista dal piano regionale. Ma negli ultimi dodici giorni c’è stato solo uno sforamento
REGGIO EMILIA. Una nuova domenica ecologica, quella di ieri in città, che era già stata prevista dal Piano integrato sulla qualità dell'aria della Regione Emilia Romagna e non è quindi stata dettata dal superamento per sette giorni consecutivi dei limiti di Pm10 previsti dalla legge. Com’era invece accaduto, per esempio, il 27 dicembre scorso.
Già, perché dopo esserci lasciati alle spalle un dicembre da bollino rosso, gennaio è iniziato con un numero di sforamenti nettamente inferiore. Merito, innanzitutto, delle piogge intermittenti e della nebbia umidissima che, condensandosi in goccioline simili a una pioggia minuta, ha trascinato al suolo una parte considerevole delle sostanze inquinanti. Creando così quel rimescolamento dell’aria necessario per evitare il ristagno che si traduce in continui sforamenti.
Fatto sta che le ultime misurazioni delle polveri sottili sono confortanti. Premesso che sul sito dell’Arpa ieri non erano disponibili i dati di venerdì 8 e sabato 9 gennaio, nel periodo compreso tra il 27 dicembre e il 7 gennaio, a Reggio la soglia di 50 migrogrammi per metro cubo è stata superata solo un giorno, venerdì 1° gennaio, toccando quota 64. Numeri assai lontani da quelli trilevati nel corso di un dicembre decisamente critico in termini di qualità dell’aria in tutta la Pianura Padana.
Nello specifico di Reggio Emilia, come si legge nel report mensile dell’Arpa, i valori di Pm10 erano risultati essere superiori al valore limite giornaliero per ben 16 giorni su 31. Fra il 13 e il 25 dicembre si era registrato un periodo continuativo di valori elevati di tutti gli inquinanti: in tale periodo la quasi totalità di Pm10 era costituita da Pm 2.5, ovvero dalla frazione più sottile del particolato (che è in grado di penetrare nella parte più profonda dell’apparato respiratorio). Anche le concentrazioni di biossido di azoto (No2) si erano mantenute molto elevate in tutta la pianura e in città le medie giornaliere erano rimaste sempre sopra i 40 ug/m3, con massimi orari anche di 100 ug/m3 a fronte di un valore limite orario di 200 ug/m3.
E quando si parla di sforamenti, sempre stupisce come città “sovrapponibili” dal punto di vista delle condizioni ambientali come Reggio, Parma e Modena possano avere diverse concentrazione di Pm10. Al punto che, il 1° gennaio, secondo le rilevazioni dell’Arpa, se Reggio è arrivata a 64 microgrammi di Pm10 per metro cubo, Modena si è fermata a 52 e Parma a 49. E se gli esperti giustificano questo gap con piccole differenze climatiche o strumenti di misurazione non identici, non sbaglia chi auspica la possibilità di fermare tutta la Regione, senza millesimi alla mano, quando le condizioni ambientali fanno registrare dati come quelli del dicembre scorso.
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