Caldo record in città: ieri 19 gradi E’ allerta per l’Enza quasi in piena
Ieri il torrente che divide le province di Reggio e Parma vicino ai 10 metri, con i ponti a rischio chiusura Il meteorologo Luca Lombroso e le temperature primaverili: «Colpa del föhn che arriva dalle Alpi»
REGGIO EMILIA. Si chiama föhn il vento caldo che ieri, intorno alle 13, ha fatto salire il termometro in città fino a 19 gradi, una temperatura da primavera avanzata.
Il nome gli fu dato nella Svizzera tedesca derivandolo dal latino favonius, ma il suo alito non si fa sentire soltanto nelle vallate alpine. Anche sull'Appennino e nella pianura padana è sempre arrivato ogni tanto, in pieno inverno, a sciogliere d'un baleno anche un metro di neve, quando ce n'è.
Quest'anno, però, il riscaldamento globale aveva già reso straordinariamente mite questa stagione, mantenendo quasi sempre verdi perfino le piste delle stazioni sciistiche, dove soltanto gli intrugli della chimica consentono un po' d'innevamento artificiale nonostante le temperature superiori allo zero.
Ed è impressionante la crescente frequenza con cui si manifesta questo fenomeno dovuto alla compressione delle correnti d'aria discendenti da una catena montuosa. Ieri nella nostra regione le prime avvisaglie s'erano avvertite nelle province orientali: «A Modena - riferisce Luca Lombroso, responsabile dell'Osservatorio geofisico dell'Università di Modena e Reggio - alle 11 si misuravano 17 gradi al Campus universitario, mentre in centro ce n'erano ancora 8. Le raffiche hanno toccato una velocità di 57 chilometri all'ora. A Reggio il termometro è salito a 18,9 gradi al Campus del San Lazzaro, ma alle ore 15, una volta cessato il föhn, è ridisceso a 10,9. Peraltro non sono stati superati i primati rilevati a Modena il 19 gennaio 2007, con 22,4 gradi, e il 18 gennaio 2000, con 19,4».
Nella nostra provincia il vento caldo s'è fatto sentire con notevole anticipo sui rilievi. A Castelnovo Monti il termometro segnava 11 gradi già domenica, prima di mezzogiorno, e s'è mantenuto all'incirca sullo stesso valore nelle ore successive, anche di notte, fino alle 14 di ieri, per poi scendere leggermente. In città, invece, nella notte era sceso a 4 gradi ed era rimasto su valori di poco superiori per quasi tutta la mattina di ieri. Il balzo all'insù s'è verificato all'improvviso dopo le 11. Con la stessa rapidità, però, la temperatura è calata dopo le 14, arrivando a 7 gradi dopo le ore 18.
L'andamento è stato simile nel resto della pianura, soprattutto nelle zone al confine con la provincia di Modena.
A Castelnovo Sotto, invece, non si sono superati i 13 gradi. «L'aria - prevede Lombroso - si manterrà tiepida anche oggi. Nei prossimi giorni, però, arriveranno masse d'aria artica, che provocheranno un notevole sbalzo termico, soprattutto in montagna. Ci riporteremo così ai volori tipici dell'inverno. E' presto per dire se vedremo della neve. La vera notizia è che in gennaio la neve in Appennino se n'è andata, anzichè arrivare».
Intanto le consistenti piogge cadute dall'inizio dell'anno incominciano a gonfiare i corsi d'acqua, che fino a dicembre languivano a causa della prolungata assenza di precipitazioni. Ieri si temeva che la piena dell'Enza potesse determinare la chiusura del ponte di Sorbolo, a cui si è spesso costretti in queste circostanze. Il fiume era già salito a 9,3 metri sopra il livello idrometrico alle 8 di domenica. Poi era sceso a 6 alle 4 di ieri, per poi risalire a 9,59 alle 16,30.
Anche in seguito, però, è rimasto sensibilmente al di sotto degli 11,50 metri che fano scattare l'interruzione del traffico. Il livello di 7,9 metri corrisponde a una piena assai modesta, quello di 10,5 a una piena significativa con occupazione delle aree golenali e di espansione. Il livello di guardia è a 11 metri, quando l'acqua arriva fino al margine di sicurezza dell'argine.
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