Gazzetta di Reggio

Reggio

Durocem, addio montagna si va nel distretto ceramico

Durocem, addio montagna si va nel distretto ceramico

Dopo il crac del 2015 la storica azienda di Cavola riapre a Fiorano Modenese Acquisita dalla Cemfloor, nuova società formata dal Gruppo Stratos–Studio One

2 MINUTI DI LETTURA





TOANO. Rinasce la Durocem di Cavola, dopo il dolorosissimo crac di inizio 2015, anche se il prezzo è l’addio alla montagna e il trasferimento nel cuore del distretto ceramico. Lo storico marchio appenninico, specializzato in pavimentazioni continue di grandi opere (capannoni, piazzali, aeroporti, scali marittimi e ferroviari), è stato acquisito dalla Cemfloor, una nuova società formata dal Gruppo Stratos – Studio One di Fiorano Modenese, solida realtà che si occupa di lastre ceramiche dai grandi formati.

All’inizio del dicembre 2015 la Cemfloor ha acquisito l’intero pacchetto Durocem, marchi, brevetti, attrezzature e tutte le procedure acquisite nei decenni dall'impresa di Cavola, che realizza principalmente pavimentazioni industriali in calcestruzzo, rivestimenti speciali in resina e fondi per l’edilizia commerciale e civile.

Ora il marchio e la sede sono a Fiorano, in via Ghiarola Nuova 125, nella stessa casa di Gruppo Stratos e Studio One, all'interno dell'enorme stabilimento produttivo del gruppo da 13.500 metri quadrati. L’operazione parla montanaro. La Durocem è stata fondata negli anni ‘60 a Cavola da Silvio Scalabrini, il padre del Credito cooperativo di Cavola e Sassuolo, e ora passa a un gruppo dalle radici villaminozzesi: la proprietà del gruppo Stratos-Studio One è della famiglia Zobbi di Villa Minozzo, da anni protagonista nel comparto ceramico modenese. E anche le comuni radici hanno pesato, racconta il presidente di Stratos, Domenico Zobbi: «Abbiamo deciso di acquistare il marchio Durocem per un motivo sentimentale: la Durocem è sempre stata per me, proveniente dall’Appennino reggiano, un punto di riferimento, sinonimo di vera azienda industriale».

L’idea originale era di dare continuità al vecchio assetto aziendale a Cavola, ma «per problemi vari non si è riusciti, quindi si è ritenuto opportuno intervenire per salvare almeno il nome di questa realtà davvero importante del territorio. Quindi è motivo di grande orgoglio». La Durocem è stata per decenni una delle principali realtà industriali montanare, una delle prime aziende italiane a usare macchine laser per la vibrazione e la stesura del calcestruzzo, e attorno a questo centro è prosperata a lungo l'economia dell’intera Cavola, con un forte indotto di artigiani e servizi. Sino al decennio scorso la situazione è sempre rimasta stabile, tanto che ancora nel 2008 la Durocem aveva un fatturato superiore ai 26 milioni di euro e clienti da mezzo mondo, inclusa l’Ikea. La congiuntura economica ha portato enormi problemi, il giro di affari è sceso vertiginosamente sino alla chiusura delle attività, formalizzata nel 2015. Adesso si riprende, il marchio, le tecnologie e alcuni addetti rimarranno quelli storici. Cavola deve salutare definitivamente la sua eccellenza, quella che a lungo ha retto in gran parte l'economia locale. (adr.ar)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google