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Gavassa “fa paura” all’impianto Sabar

Gavassa “fa paura” all’impianto Sabar

Novellara, il nuovo polo di recupero rimpiazzerebbe quello esistente, vanificando i soldi già spesi

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NOVELLARA. La recente approvazione del piano regionale dei rifiuti ha suscitato non poche perplessità a Novellara, in particolare per quanto riguarda la realizzazione di un nuovo impianto di trattamento meccanico dei rifiuti a Gavassa.

Considerando che a Novellara un impianto del genere, per la carta e la plastica, c’è già, funziona egregiamente e sarebbe in grado di sopperire alle necessità di tutta la provincia – dato che era stato pensato con una potenzialità molto maggiore rispetto all’utilizzazione attuale –, i novellaresi temono che tale decisione coincida con uno spreco di risorse. E precisamente le loro.

L’impianto di Novellara è stato realizzato, ed è ora gestito, dalla Sabar (Servizi ambientali Bassa reggiana), la società di servizio di proprietà degli otto comuni della Bassa che dagli anni Ottanta gestisce, in via Levata a Novellara, una discarica ottimamente certificata a livello europeo, che si appresta a chiudere per esaurimento dei bacini disponibili.

In previsione della fine dell’attività di smaltimento, e in base a quanto previsto dal piano di ambito provinciale, la Sabar ha provveduto negli ultimi anni ad investire per riconvertire progressivamente le proprie attività, in particolare per la realizzazione di un polo per il recupero delle carta e della plastica.

Una riconversione fortemente caldeggiata, tre anni fa, dall’assessore Mirko Tutino in una assemblea pubblica nella palestra di San Giovanni. Il timore a Novellara, a questo punto non infondato, è che la scelta di realizzare a Gavassa un impianto simile al suo si configuri come un grosso spreco di risorse: si sta parlando di realizzare un impianto che nei fatti c’è già in via Levata, ed è già costato parecchio.

La sindaca Elena Carletti, che evidentemente ha saputo della decisione solo dai giornali, è intervenuta con una nota preoccupata per il rischio che vengano così vanificati il lavoro fatto e le risorse economiche ed umane investite nel corso degli ultimi anni.

Dopo aver ricordato che negli anni passati, così come in questo ultimo periodo, la Sabar «ha dato risposte concrete al territorio reggiano e parmense con senso di responsabilità, con uno sguardo solidale anche verso i territori circostanti, al fine di prevenire e scongiurare qualsiasi emergenza ambientale nell’ambito dei rifiuti», il primo cittadino si augura «che questo polo del recupero già esistente possa essere adeguatamente valorizzato e implementato: in coerenza con le decisioni prese a livello provinciale negli ultimi anni, per ottimizzare un investimento già sostenuto ed evitare altri e inutili costi di investimento».

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