«Il clima cambia, cannoni inutili»
Collagna, critiche alle proposte per il rilancio del Cerreto: «Meglio le alternative»
COLLAGNA. Suscita dibattito la mancanza di neve in Appennino, e la ricaduta economica negativa che le stazioni sciistiche lamentano a seguito di questa mancanza. Il dibattito ruota attorno agli interventi possibili per arginare questo problema, e nei giorni scorsi si è parlato sia di nuovi sistemi di innevamento artificiale, che delle richieste di calamità naturale avanzate al Governo da Federfuni, che ha anche proposto sgravi e agevolazioni attraverso le quali cercare di sostenere le società che operano nel settore.
Un dibattito che ha coinvolto anche i lettori della Gazzetta. Ci ha scritto ad esempio Marco Ennio Camorani, professionista conosciuto a Reggio e provincia: «Gli imprenditori del settore hanno proposto la richiesta di calamità naturale: mi chiedo da quando l’assenza di nevicate è catalogata come disastro naturale?. Il politico (Fausto Giovanelli, Presidente del Parco Nazionale, ndr) ha proposto il rinnovamento dei cannoni sparaneve: forse ci si dimentica quanto costa questo processo e soprattutto non è stato considerato che la neve artificiale non la si crea con le alte temperature. Lo sportivo ha proposto l’aumento di investimenti: a questo chiederei di leggersi i bilanci degli ultimi vent’anni delle stazioni sciistiche del nostro appennino, forse cambierebbe idea».
«Tutte le proposte – conclude Camorani – hanno a mio parere un comune denominatore: l’assoluta mancanza di lungimiranza. Di fronte ai cambiamenti climatici non si può fare nulla se non adeguarsi e chi non lo fa muore (Darwin docet). Abbiamo un Appennino bellissimo, ricco di sentieri, bellezze naturali incontaminate, prodotti alimentari tipici unici, e chi più ne ha più ne metta. E’ giunta l’ora di cambiare e di convertire queste località in luoghi dove la natura la faccia da padrona con o senza neve. Siamo nel 2016, non è cambiato solamente il clima, ma l’intera società nella sua complessità. Una cosa però è rimasta sempre la stessa, anzi forse si è amplificata, la voglia di natura, di cose semplici sane e genuine».
«Tutte cose di cui abbiamo la fortuna di essere circondati”. Intanto il vento che ha spirato piuttosto forte dalla serata di domenica al pomeriggio di ieri, ha portato un ulteriore innalzamento delle temperature, allontanando ancora le possibili prospettive di aprire almeno una pista al Cerreto, o anche di riaprire il campo scuola a Febbio. Non solo, anche il comprensorio del Cimone e di Sestola, in provincia di Modena, dove in dicembre era stato possibile sciare, ha dovuto alzare bandiera bianca: dopo un mese in cui gli operatori avevano fatto l’impossibile per tenere aperto, addirittura facendo arrivare della neve anche con l’uso di un elicottero, ma con il vento e la pioggia la situazione è divenuta insostenibile. (l.t.)
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