Il poliziotto Mesiano si difende nell’aula bunker
E’ partito ieri il rito abbreviato per 71 imputati dell’inchiesta di ’ndrangheta L’agente ha chiesto di essere interrogato, sentito anche il tecnico di Finale
REGGIO EMILIA. E’ entrato nel vivo il processo per i 71 imputati dell’inchiesta Aemilia che hanno scelto il rito abbreviato. Ieri mattina, nell’aula bunker delle Fiere di Bologna sono andati in scena gli interrogatori, quelli a cui hanno chiesto di essere sottoposti il poliziotto della questura di Reggio Emilia (oggi trasferito altrove) Domenico Mesiano e il tecnico del Comune di Finale Emilia (Modena) Giulio Gerrini.
Il primo, difeso dall’avvocato Vincenzo Belli, ha parlato per oltre un’ora, rispondendo alle domande di difesa e accusa. Ha parlato della telefonata fatta alla giornalista del Carlino, Sabrina Pignedoli, confermando quella chiamata ma giustificando che non c’era un intento minaccioso, che le sue parole erano state equivocate e che lui si riferiva solo alla maniera di pubblicare i comunicati stampo che al tempo curava per la questura. Riguardo poi alle sue frequentazioni - come con Pasquale Brescia o Alfonso Paolini - Mesiano ha preso le distanze dall’accusa che i suoi contatti con loro avessero a che fare con l’organizzazione.
E’ durato due ore l’interrogatorio dell’ex capo ufficio tecnico di Finale, in cui Gerrini ha voluto ribadire la propria innocenza e la completa estraneità dai reati contestati (abuso d’ufficio continuato e l’aver favorito l’associazione ’ndranghetista). Ha ricordato i mesi del terremoto, le 12-13 ore di lavoro al giorno per sbrigare pratiche ma ha negato di aver favorito l’impresa Bianchini.
Hanno rilasciato dichiarazioni spontanee, in collegamento in video conferenza, il boss Nicolino Grande Aracri e uno di coloro ritenuti essere tra i suoi bracci destro, Romolo Villirillo. Ora, le udienze sono già ferme fino a lunedì prossimo, quando riprenderanno ancora con l’audizione di imputati che avranno deciso di farsi sentire. Lo stop è dovuto alla concomitanza con il processo Kyterion, a Catanzaro, che vede coinvolti molti degli stessi imputati. Dopo di che, sarà la volta dei pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi con le richieste, di condanna o assoluzione. Dopo la parola alle difese, arriveranno le sentenze del giudice Francesca Zavaglia. Tra gli imputati in abbreviato l’avvocato Giuseppe Pagliani e l’imprenditore Giovanni Vecchi. (el.pe)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
