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le vittime del nazismo

Istoreco posa in provincia dieci pietre d’inciampo

REGGIO EMILIA. Dieci pietre d'inciampo per ricordare dieci vittime del nazismo, a Reggio, Correggio e Castelnovo Monti. Verranno posate domani in una lunga giornata organizzata da Istoreco, con la...

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REGGIO EMILIA. Dieci pietre d'inciampo per ricordare dieci vittime del nazismo, a Reggio, Correggio e Castelnovo Monti. Verranno posate domani in una lunga giornata organizzata da Istoreco, con la collaborazione delle scuole, dei Comuni e di diverse associazioni reggiane. Sarà presente Gunter Demnig, l'artista tedesco che ha ideato le pietre e che si occuperà personalmente della loro posa.

Le dieci storie scelte non riguardano solo ebrei né tantomeno solo deportati, ma anche persone morte in Italia mentre si nascondevano, o rese folli dalle perdite subite durante la guerra. Si parte alle 9.30 a Correggio, in via Mandrio per la posa delle due pietre per i fratelli Gilda e Claudia Sinigaglia, ebrei correggesi morti a Sassuolo mentre vivevano in clandestinità per via delle leggi razziali. Alle 10.30 si passa a Reggio. La prima tappa è alle 10.30 in via Cagni per ricordare Dante Padoa, ebreo reggiano morto in montagna, a Costabona, in clandestinità.

Alle 11 la seconda tappa in via Roma 7, in memoria di Ida Liuzzi, ebrea scomparsa a Borzano. Alle 11.30 trasferimento in via Emilia San Pietro 22 per la pietra di Giorgio Melli, figlio di due ebrei già ricordati nel 2015. Melli è sopravvissuto alla guerra perché in quegli anni si trovava in Svizzera per motivi di studio, ma la perdita di tutta la famiglia l'ha fatto impazzire e finire in un manicomio, dove è morto a 57 anni.

Alle 12, ultima tappa reggiana in via Baruffo 1, all'incrocio con piazza Fontanesi, per omaggiare Paolo Bonaventura, docente ebreo e fervente antifascista. Al pomeriggio, la conclusione a Castelnovo Monti, per ricordare quattro uomini catturati l'8 ottobre 1944, durante il grande rastrellamento nazista in Appennino, e finiti a lavorare nei campi in Germania. Tre di loro, Inello Bezzi, Ermete Zuccolini e Francesco Toschi, sono morti nel campo di Kahla in Turingia fra il marzo e l'aprile 1945. Il quarto, Ugolino Simonazzi, militante comunista è morto invece nel campo di Brandeburg Havel.Il ritrovo qui alle 14.30 davanti alla casa di Inello Bezzi in via U. Monti 9, lungo la strada che dalle scuole medie porta al lago di Virola. Da lì si continuerà in via Roma 80 per Ugolino Simonazzi, in vicolo Costole 2 (nella “Castelnovo vecchia”) per Ermete Zuccolini e in via I Maggio 2, vicino al mulino, per Francesco Toschi.

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