Coffrini: "Grillo cerca una ribalta, ma io non sono iscritto al Pd"
Il sindaco di Brescello commenta la campagna #coffrinidimettiti lanciata dal Movimento 5 Stelle
BRESCELLO. L’hashtag #coffrinidimettiti circola sui social network. Inevitabile che anche il diretto interessato si accorgesse della campagna lanciata da Beppe Grillo contro di lui e contro il Pd. Ma Coffrini non fa drammi: interpellato in merito ai fatti, ribatte punto su punto sia a Grillo che al collega Bini, sindaco di Castelnovo Monti.
«Innanzitutto – spiega il primo cittadino di Brescello – bisogna esaminare un dato di fatto, e cioè che io non sono iscritto al Partito Democratico, nè ora nè al momento delle dichiarazioni a Cortocircuito. Quindi Grillo ha sbagliato destinatario, se mi vuole attaccare va incontro a un difetto di legittimazione passiva. Inoltre, nel gruppo consiliare di maggioranza che mi appoggia a Brescello, diverse persone non sono iscritte al Pd. Questo è un aspetto che avrebbe dovuto tenere presente, e avrebbe fatto bene a informarsi meglio: ha perso un’occasione per tacere».
Inevitabile una replica anche nei confronti di Bini, con il quale già nei mesi scorsi vi erano stati dei “botta e risposta”.
«Mi sembra che cerchi a tutti i costi una ribalta – aggiunge Coffrini, riferendosi al collega – forse per farsi una pubblicità che non riesce ad avere in altri modi. Ormai ci ha abituato a questo modo di agire, è libero di fare e di dire ciò che vuole, anche in questo caso dico che strumentalizzare è facile. In generale, la mia posizione resta sempre la stessa: sono tranquillo, perchè la mia coscienza è a posto. Ho già ribadito più volte – sottolinea – che le dichiarazioni rilasciate in quell’intervista sono state assolutamente inopportune ma non mi dimetto, e non saranno nè Grillo nè Bini a mandarmi via. Potrà farlo soltanto il Consiglio di Stato. In coscienza so di non avere nulla da nascondere o da temere».
Sulla vicenda si è espresso anche il senatore Pd Stefano Vaccari, componente della Commissione antimafia Emilia Romagna. «Ora Grillo tira fuori Brescello con il plateale intento di tentare di oscurare Quarto e le infiltrazioni camorristiche nel M5s. Peccato che dimentica un piccolo dettaglio: come Pd abbiamo chiesto per primi le dimissioni del sindaco di Brescello Marcello Coffrini, che peraltro non è un iscritto al Pd ed è stato eletto con una lista civica. Grillo dovrebbe smettere di recitare la parte del moralizzatore intoccabile e sdegnato».
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