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manifestazione delle destre

Vecchi contro Tosi «Studi il 7 luglio 1960»

Vecchi contro Tosi «Studi il 7 luglio 1960»

REGGIO EMILIA. «Un consiglio a Flavio Tosi: risparmi il fiato, nessuno a Reggio Emilia ha bisogno delle sue banalità. Questa città ha pagato un tributo altissimo proprio alla riconquista della...

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REGGIO EMILIA. «Un consiglio a Flavio Tosi: risparmi il fiato, nessuno a Reggio Emilia ha bisogno delle sue banalità. Questa città ha pagato un tributo altissimo proprio alla riconquista della democrazia, per permettere che chiunque - anche lui - avesse diritto di espressione. Già che c'è potrebbe utilizzarlo meglio».

Il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, risponde a stretto giro di posta alle contestazioni arrivate dal collega di Verona. Che ha dichiarato: «Il diritto di manifestare, pacificamente, è sacrosanto. Come sacrosanta, a meno che non vi siano dei reali rischi per l’ordine pubblico, è la scelta del luogo. E dunque il sindaco di Reggio non ha il diritto di vietare piazza Martiri del 7 luglio, dove per sabato prossimo la Destra ha organizzato la manifestazione». Vecchi, allora, gli ha risposto: «La poca abitudine di alcune persone al confronto democratico si manifesta, come si evince chiaramente dalle reazioni di questi giorni, appena qualcuno che non la pensa come loro ha “l'ardire” di esprimere la propria opinione. Nessuno ha negato alla destra reggiana di fare una propria manifestazione, nondimeno non restiamo e non resteremo zitti quando si fanno a vario titolo elogi al fascismo o si imbastiscono difese d'ufficio di un personaggio indagato per i blitz notturni contro le sedi della Caritas, del Pd e di Prc assieme al Veneto Fronte Skinheads».

E poi Vecchi, ancora duro sul sindaco di Verona Tosi: «Ad esempio, visto che mi pare gli manchino i fondamentali della storia contemporanea, potrebbe studiare cosa fu la strage del 7 luglio '60, in cui morirono cinque giovani innocenti: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Marino Serri, Afro Tondelli ed Emilio Reverberi. Altrimenti potrebbe dedicarsi a quella che dovrebbe essere l'occupazione principale di qualsiasi sindaco: pensare alla sua città. Flavio Tosi pensi ai problemi di Verona, dunque. Basta e avanza».

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