Baratto amministrativo, 5 Stelle all’attacco
La consigliera Guatteri: «La maggioranza non ci crede». L’assessore Sassi: «Difficile da applicare»
REGGIO EMILIA. Si fa più impervia ma non impraticabile la strada del baratto amministrativo, dopo che il consiglio regionale ha bocciato una proposta del Movimento Cinque Stelle di promuovere e incoraggiare questa pratica. Reggio l'ha già varata con più d'una riserva. Il consiglio comunale, infatti, ha dato mandato alla giunta di esplorarne la fattibilità. Manca, in ogni caso, il regolamento attuativo. «La nostra mozione - polemizza Alessandra Guatteri, consigliera pentastellata e presidente della commissione Bilancio - è stata approvata anche dal Pd ed ha già fatto un primo passaggio nella quarta commissione prima di Natale. Tuttavia non ho notato la volontà, da parte della maggioranza, di darvi seguito. Ho l'impressione che il Pd l'abbia avallata solo per convenienza mediatica, scaricando la responsabilità di applicarla su noi promotori, anzichè sull’assessore e sui dirigenti». Il baratto amministrativo è la possibilità offerta ai cittadini economicamente disagiati di pagare un tributo con una prestazione di lavoro, sulla base dell'articolo 24 della legge 133 del 2014. Il Movimento Cinque Stelle proponeva che la Regione la incentivasse. «Chiedevamo - spiega il consigliere regionale pentastellato Andrea Bertani - un impegno a promuovere un istituto virtuoso che anche alcuni comuni a guida Pd stanno portando avanti».
Intanto la Giunta guidata da Luca Vecchi, pur prendendo atto del voto consigliare, mantiene le sue perplessità. «L'ordine del giorno votato nella Sala del Tricolore - osserva il vicesindaco Matteo Sassi - ci invitava a valutare la proposta. Io sul baratto amministrativo sono sempre molto scettico. I cittadini che hanno diritto di essere aiutati devono esigerlo senza essere costretti a fare uno pseudo-volontariato indotto da condizioni di bisogno. Inoltre finora in Italia questa pratica non s'è diffusa a causa delle difficoltà organizzative».
Calca la mano Francesco Notari: «Vi sono problemi - sottolinea l'assessore al Bilancio - di opportunità, equità e costo. I cittadini dovrebbero essere ammessi con una selezione pubblica. Non escludo che il baratto amministrativo possa diventare realtà. Occorrerà, però, regolamentarlo molto bene».
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