Falsa mail contro il direttore dei Teatri
Accuse anonime sulla sua conferma inviate indicando però come mittente il capo ufficio stampa, che era all’oscuro di tutto
REGGIO EMILIA. Nelle istituzioni culturali reggiane è il momento dei veleni. Il progetto annunciato qualche mese fa dal sindaco Vecchi di voler procedere alla fusione fra Fondazione Teatri e Fondazione della danza sta causando forti malumori, che si focalizzano sulla scelta di confermare Giuseppe Gherpelli alla direzione dei teatri cittadini per un altro biennio.
Ieri mattina è giunta alla redazione di diversi organi di informazione una mail anonima nella quale viene segnalata come “scandalosa” la proroga del mandato di Gherpelli perché questa sarebbe in conflitto con il decreto Madia che vieta alle pubbliche amministrazioni e a tutta una serie di enti e fondazioni di conferire incarichi di consulenza e di studio a persone che si trovino già in pensione.
E questo sarebbe il caso di Gherpelli, che si trova in pensione avendo già compiuto 68 anni.
Il problema è che questa mail non riporta alcuna firma ma risulta inviata dall’account dei Teatri e alla voce mittente riporta Mario Vighi, che della Fondazione Teatri è capo ufficio stampa.
Vighi stesso, ieri mattina alla richiesta di particolari da parte dei giornalisti, è caduto dalle nuvole affermando di non sapere nulla di quella missiva e annunciando seduta stante una denuncia alla polizia contro la persona, al momento senza nome, che ha inviato il messaggio a lui falsamente attribuito.
Insomma, all’interno del mondo della cultura vi sarebbe un “corvo”. Risulta in effetti poco comprensibile il senso di un messaggio anonimo del quale però si indica il mittente.
L’autore della mail che ieri ha scosso i teatri è per altro molto ben informato, citando anche come il curriculum di Gherpelli non compaia sul sito della Fondazione.
“Come noto – si legge nella mail anonima – è in corso una fusione fra Teatri e Aterballetto che consegnerebbe a questo signore il controllo totale dello spettacolo dal vivo a Reggio Emilia. Credo che sia materia a sufficienza per intervenire”.
Su questo punto, il sindaco Vecchi (che ha anche la delega alla cultura) ha affermato di recente di essere in possesso di un parere legale autorevole secondo il quale la conferma di Gherpelli alla direzione dei teatri è legittima.
Da un primo controllo effettuato dopo l’arrivo della mail nelle redazioni, ai teatri hanno accertato che il messaggio non è partito attraverso il server della Fondazione.
L’episodio, ovviamente, non è stato lasciato cadere. Immediatamente la persona tirata in questa storia – il giornalista Mario Vighi che da un pezzo è a capo dell’ufficio stampa dei teatri – dopo essersi consultato con Gherpelli ha deciso di procedere a una denuncia dell’accaduto attraverso la polizia, per individuare chi sia stato l’autore della mail spacciata come sua. Nel contempo ha anche provveduto a contattare un avvocato di fiducia.
«Nego qualsiasi paternità – ha affermato ieri il giornalista in una propria nota non priva di un certo humor – al messaggio mail che è arrivato sui vostri tavoli questa mattina (ieri per chi legge, ndr) alle ore 9 circa, a nome Mario Vighi, nel quale vengono segnalate, tra l'altro in pessimo italiano, alcune presunte anomalie inerenti la vita del Teatro. Si tratta evidentemente di qualcuno che si è introdotto nel sistema informatico e nella mia posta elettronica. Non mi è restata quindi altra soluzione che rivolgermi agli uffici della Questura per sporgere querela contro ignoti ai sensi degli articoli 615 ter e 617 ter del codice penale e per ogni altro reato ravvisabile in narrativa. Questo per difendere la mia professione, onorabilità e, scusate, anche il mio stile di scrittura. Per questo ho dato mandato all'avvocato Giulio Cesare Bonazzi di assistermi».
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