Il 18 gennaio al cinema al Corso la prima del film su Abramo
REGGIO EMILIA. «Abramo Orlandini è il novello Virgilio con il quale compiere un viaggio di ventiquattro ore in una Reggio che negli ultimi vent’anni è molto cambiata». Così Giuseppe Zironi, regista...
REGGIO EMILIA. «Abramo Orlandini è il novello Virgilio con il quale compiere un viaggio di ventiquattro ore in una Reggio che negli ultimi vent’anni è molto cambiata». Così Giuseppe Zironi, regista del docufilm dedicato ad Abramo Orlandini, che sarà presentato lunedì 18 gennaio al Cinema Al Corso alle 21.
Dopo tante comparsate e qualche particina nei vent’anni trascorsi a Roma, Abramo, personaggio noto a tutti in città per la sua costante presenza in centro, è il protagonista del docufilm “24conAbramo” della durata di 55 minuti, che attraverso le immagini, le parole e i suoi dialoghi racconta la sua Reggio.
Giuseppe Zironi, disegnatore di fumetti, in particolare si occupa di disegnare per le Edizioni Panini le tavole di Topolino, coltiva da sempre la passione per il cinema. «Dopo aver visto riapparire Abramo, dopo gli anni a Roma - spiega il regista - mi sono chiesto cosa avesse fatto nei 20 anni precedenti, come facesse a vivere a Reggio e come avesse vissuto a Roma». Abramo, che nel film racconta tutto se stesso, la sua storia, le sue aspirazioni e le sue delusioni, senza nascondere nulla, è uno strumento docile nelle mani di Zironi. «Non volevo che Abramo recitasse se stesso e l’ho utilizzato - aggiunge il regista - per raccontare cosa è Reggio dal suo punto di vista».
Un docufilm frutto di riprese durate ininterrottamente 24 ore di una giornata ai primi di novembre che consente di scoprire anche come è Reggio di notte. «Una Reggio che non è un incubo, ma una città in cui non succede nulla. E girando il film ho ritrovato esattamente sottotraccia la Reggio che conoscevo . Così come seguendo Abramo che nel film ha parlato con molte persone, ho avuto la conferma che il reggiano è una persona apparentemente chiusa, ma con una grande generosità che gli consente di guardare al futuro con speranza». Un speranza che per Abramo si avvera. Lui che ha sempre sognato di fare un film da protagonista. «D’altronde - dice Abramo sornione- ho lavorato con Fellini, Pupi Avati e Daniele Lucchetti. E ho fatto anche televisione».
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