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Legionella, problema non risolto anziani lavati con taniche d’acqua

di Mauro Pinotti
Legionella, problema non risolto anziani lavati con taniche d’acqua

Guastalla, alla Rsa Bisini l’utilizzo dei bagni è ancora sospeso a causa del rischio di nuovi contagi I trattamenti chimici non hanno scongiurato la presenza del batterio. Incontro col comitato famigliari

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GUASTALLA. Non è ancora stata risolta la situazione alla Rsa “Bisini” di via San Cristoforo a Guastalla, dove era stato registrato un caso di legionella. Le prescrizioni dell'Ausl sono costantemente attuate: dal ricambio dei filtri assoluti che devono essere sostituiti ogni mese allo scorrimento dell'acqua negli impianti idrici per evitare ristagni. Gli ospiti allettati, non autosufficienti, vengono accuratamente lavati dagli operatori socio-sanitari che, nonostante i disagi, utilizzando taniche di acqua, dimostrano grande professionalità e delicatezza.

Nelle stanze, l'uso dell'acqua calda dei bagni, è ancora sospeso mentre è operativo il bagno assistito della rsa. La struttura è gestita da Coopselios che, da diverse settimane, è impegnata a individuare gli interventi più adeguati a risolvere in via definitiva le problematiche che hanno portato alla sospensione dell’erogazione dell’acqua. Lavoro che vede il necessario coinvolgimento di Asp, in qualità di proprietaria dell’immobile e dei relativi impianti.

Quando arriverà l’autorizzazione, nelle prossime settimane si procederà alla realizzazione degli interventi e al successivo monitoraggio della loro efficacia. In questo periodo è stata garantita la normale organizzazione dei servizi assistenziali e sanitari attraverso l’istallazione di filtri assoluti in molti punti di erogazione dell’acqua sanitaria, al fine di contenere al massimo i disagi per gli utenti e per gli stessi operatori impegnati nei servizi. Lunedì pomeriggio si è tenuto il primo incontro del nuovo anno con il Comitato dei familiari e l’occasione si è rivelata utile per fornire un aggiornamento della situazione. Intanto sono stati nominati i tre rappresentanti del comitato familiari e poi sono stati illustrati i trattamenti per contrastare i batteri di legionella e la loro diffusione negli impianti idrici. Sono stati effettuati diversi trattamenti chimici (clorazione, battericidi di sintesi, ozono, acqua ossigenata catalizzata) che però non hanno scongiurato la presenza del batterio. L'intenzione dei responsabili della Coopselios, per risanare gli impianti idrico sanitari, comunicata nell'incontro di ieri ai familiari degli ospiti che da due mesi vivono una situazione di disagio, è quella di effettuare “flussaggi” e di passare ad una forma di shock termico con temperature medio-alte (52-54°C) che provocano la morte dei batteri della legionella.

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