Oggi a Gualtieri addio al fornaio ex partigiano e scrittore
GUALTIERI. Partigiano, fornaio, scrittore, pittore. Una persona che ha sempre amato il suo paese. Questa mattina a Gualtieri verrà celebrato il funerale del 95enne Demo Bordonali, scomparso lunedì...
GUALTIERI. Partigiano, fornaio, scrittore, pittore. Una persona che ha sempre amato il suo paese. Questa mattina a Gualtieri verrà celebrato il funerale del 95enne Demo Bordonali, scomparso lunedì all’ospedale di Guastalla dove era stato ricoverato per un peggioramento delle sue condizioni di salute. Il corteo partirà alle 9.30 dall’ospedale guastallese per raggiungere la chiesa parrocchiale di Gualtieri; al termine della funzione, la salma verrà portata a Mantova in attesa della successiva cremazione.
Bordonali ha vissuto per tanti decenni a Pieve Saliceto, dove ha gestito per decenni il forno locale assieme alla moglie Giovanna Bertolotti, morta nel 2011 per un infarto a 89 anni mentre andava in bici.
La coppia ha lasciato il figlio Paolo, che risiede a Viadana. Da qualche tempo l’ex partigiano era ospite della casa protetta “Carri” di Gualtieri, ancora in discreta forma e non rinunciava alle sue passione.
Spesso nella struttura per anziani c’erano dimostrazioni gastronomiche e Demo metteva a disposizione le sue conoscenze come panificatore, insegnando le ricette dei biscotti ai bimbi delle scuole elementari.
Durante la seconda guerra mondiale, nella primavera del 1945, aveva deciso di entrare nella Resistenza proprio a inizio aprile, trovandosi coinvolto negli ultimi giorni del conflitto, quelli della ritirata di nazisti e fascisti, segnati da tanti scontri e fatti di sangue anche nel reggiano.
Per ricordare quei momenti, nel 2014 ha scritto il libro “Gli ultimi 18 giorni: memorie di guerra fra Pieve Saliceto e il Po», una memoria del periodo dall’8 al 25 aprile 1945.
In quei giorni era rimasto coinvolto in un violento conflitto a fuoco coi soldati tedeschi in una golena del Po, ed era riuscito a salvarsi perché conosceva benissimo l’area, dove andava sin da bambino.
Nell’aprile 2015, durante le commemorazioni del 70esimo anniversario della Liberazione, Bordonali aveva voluto tornare proprio in quella golena dove sette decenni prima, in tutt’altra situazione, aveva rischiato la vita. (adr.ar.)
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