Gazzetta di Reggio

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Opg, gli standard di assistenza sono buoni

di Roberto Fontanili
Opg, gli standard di assistenza sono buoni

Lo ha detto ieri il vice sindaco Sassi nel corso della commissione che ha fatto il punto della situazione

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REGGIO EMILIA. Il processo di superamento degli Opg non si è concluso, ma dalle 85 persone detenute di aprile in via Settembrini si è arrivati alle 19 di dicembre. Di questi, tredici sono residenti in Veneto, cinque in Lombardia e uno in Toscana, tutte regioni ancora in ritardo sull’applicazione della nuova normativa la quale prevede che le persone detenute in carcere con problemi psichiatrici siano trasferite in altre strutture più idonee alla cura privilegiando l’assistenza rispetto alla detenzione. Solo recentemente la Regione Veneto si è impegnata ad affrontare la questione in tempi brevi e a farsi carico sul proprio territorio di queste persone. Così come ha fatto la Regione Emilia Romagna, che ha trasferito le persone con problemi psichiatrici da via Settembrini in altre strutture in provincia di Bologna e Parma. In attesa che venga inaugurata la nuova Rems (residenze psichiatriche che fanno parte del Dipartimento di salute mentale dotate solo di personale sanitario e all’esterno se e dove necessario di sistemi e vigilanza di sicurezza), come quella che sarà costruita in via Montessori al posto dell’ex Tiro a volo e che se i tempi saranno rispettati verrà inaugurata a fine 2017, inizio 2018.

Questo iI quadro emerso ieri sera dalla riunione della Commissione consiliare “Servizi sociali Sanità, Assistenza” cui hanno partecipato anche il vice sindaco e assessore al Welfare Matteo Sassi oltre al direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Ausl Gaddo Maria Grassi.

«Siamo ancora a metà strada, anche se il trattamento e le condizioni in cui vivono queste persone sono migliorate rispetto al passato», ha detto il vice sindaco Matteo Sassi nel suo intervento al cospetto di una Commissione che si era riunita anche a seguito dell’appello firmato da diverse decine di detenuti che soffrono di problemi psichiatrici, ma che avendo commesso un reato debbono restare reclusi in via Settembrini e non potranno essere ospitati nelle Rems. «Gli standard di qualità nell’ assistenza e nelle cure prestate a queste persone - hanno detto Matteo Sassi e Gaddo Maria Grassi - sono rimasti gli stessi. Anzi per alcuni versi si sono innalzati perché la diminuzione del numero del personale sanitario impiegato è stata proporzionalmente inferiore al calo del numero degli assistiti».

Più difficile invece fare previsioni su come evolverà la situazione in futuro, ha aggiunto Sassi, sottolineando che «le competenze stanno in capo ai Ministeri della Giustizia e soprattutto della Sanità», chiarendo che «i costi per il mantenimento delle persone ancora all’interno dell’Opg di via Settembrini sono a carico delle Regioni inadempienti».

Il direttore del Dipartimento di salute Mentale Grassi ha poi riconfermato che a Reggio sarà ospitata la sezione per la tutela della salute mentale degli ex detenuti all’Opg.

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